Pamela Mastropietro, il 26 settembre l’udienza per Oseghale, Desmond e Awelima

di redazione Blitz
Pubblicato il 7 agosto 2018 17:51 | Ultimo aggiornamento: 7 agosto 2018 17:51
Pamela Mastropietro, il 29 settembre l'udienza per Oseghale, Desmond e Awelima

Pamela Mastropietro, il 29 settembre l’udienza per Oseghale, Desmond e Awelima (Foto Facebook)

ANCONA  – Si torna in aula per il processo per la morte di Pamela Mastropietro, la ragazza romana uccisa e fatta a pezzi a Macerata lo scorso gennaio. E’ fissata per il 26 settembre l’udienza preliminare del processo a carico di Innocent Oseghale, imputato, [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play]
in concorso con gli altri, per detenzione e cessione di sostanze stupefacenti. Davanti al giudice per l’udienza preliminare Claudio Bonifazi oltre al giovane nigeriano in carcere per l’omicidio e lo smembramento del corpo di Pamela compariranno Lucky Desmond e Lucky Awelima, di 23 e 27 anni, anche loro nigeriani.

Per tutti la Procura di Macerata ha chiesto il rinvio a giudizio. A Lucky Desmond e a Oseghale i magistrati contestano, tra gli altri, lo spaccio della dose di eroina alla giovane romana il 30 gennaio in cambio di 30 euro. I pm accusano Desmond anche di episodi di spaccio di eroina avvenuti a Macerata da novembre 2017 a inizio febbraio 2018, quando fu coinvolto nell’inchiesta partita dopo il ritrovamento dei resti di Pamela. Nel vedere arrivare i carabinieri ingoiò alcune palline termosaldate che contenevano eroina, poi recuperata.

Oseghale e Awelima sono accusati di aver detenuto 100 grammi di eroina destinata allo spaccio. Dopo l’arresto per l’omicidio, sul telefonino di Oseghale venne trovata una foto che ritraeva lo stupefacente appoggiato a una bilancia che nel display indicava il peso. Un’attività di spaccio, secondo l’accusa, che avrebbe visto protagonisti, a vario titolo, i tre nigeriani da luglio dello scorso anno, con plurime cessioni di eroina e marijuana che hanno coinvolto anche un quarto soggetto che faceva da corriere della droga in cambio dell’ospitalità nell’appartamento di Oseghale.