Pamela Mastropietro, c’è un quarto nigeriano indagato

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 febbraio 2018 14:35 | Ultimo aggiornamento: 12 febbraio 2018 14:35
C'è un quarto nigeriano indagato per la orribile morte di Pamela Mastropietro a Macerata

Pamela Mastropietro, c’è un quarto nigeriano indagato

MACERATA – Ci sarebbe un quarto uomo, anche lui nigeriano, indagato per l’omicidio di Pamela Mastropietro. Lo scrive Il Resto del Carlino, affermando che lunedì mattina il legale del nuovo indagato, l’avvocato Paolo Cognini, ha presenziato ai nuovi accertamenti tecnici nell’appartamento di via Spalato a Macerata, dove si sarebbe consumato il delitto.

Nel corso del nuovo sopralluogo i carabinieri del Ris sono andati a caccia di impronte e altri indizi che aiutino a far chiarezza sulla dinamica dell’accaduto e sui ruoli rivestiti dagli indagati. All’accertamento hanno preso parte gli avvocati e gli investigatori dei tre nigeriani fermati: Innocent Oseghale, 29 anni, Desmond Lucky, 22 anni, e Lucky Awelima, 27 anni. La presenza di un quarto legale ha poi rivelato l’esistenza di un quarto uomo indagato e possibilmente implicato nella terribile vicenda.

Pamela Mastropietro è stata uccisa, secondo gli inquirenti. Le risultanze choc della relazione preliminare medico legale depositata venerdì sera hanno preceduto di qualche ora la svolta decisiva nelle indagini per la morte della 18enne romana a Macerata: sabato era salito a tre il numero dei nigeriani fermati con l’accusa di concorso in omicidio volontario.  Tutti respingono le accuse.

L’accelerazione dell’inchiesta, che il procuratore Giovanni Giorgio definisce a questo punto “chiusa”, si deve al rischio di fuga di Awelima, bloccato venerdì in stazione a Milano mentre stava andando in Svizzera. Il movente del delitto però sfugge, ancora non è chiaro. Un’aggressione sessuale? Una colluttazione seguita all’assunzione di eroina da parte di Pamela o per il prezzo della droga? Per accertare questi aspetti, gli investigatori continueranno a scavare.

Gli addebiti per tutti sono pesanti: concorso in omicidio, vilipendio, distruzione e occultamento di cadavere, spaccio di droga: a vario titolo eroina e marijuana (Lucky e Awelima) o hashish. Ora tutti sono reclusi a Montacuto, (Ancona), a pochi passi dalla cella dove si trova anche Luca Traini, autore della sparatoria contro i migranti per vendicare Pamela.

Il gip aveva escluso l’accusa di omicidio durante la convalida d’arresto di Oseghale che abitava nella casa. Per gli altri due, in stato di fermo da sabato, non è stata ancora fissata l’udienza di convalida.

Ma prima di procedere con i fermi gli inquirenti hanno voluto avere in mano i responsi di tanti accertamenti disposti: gli esami tossicologici, quelli dei Ris sui vestiti di Pamela, sui coltelli trovati nella mansarda di via Spalato 124 e su alcuni indumenti degli indagati, le verifiche su telefoni e pc.

Intanto, grazie all’analisi delle celle telefoniche, gli inquirenti hanno scoperto che il 30 gennaio, quando Pamela è stata uccisa, sia Innocent che i due Lucky sono entrati in via Spalato e tra le 12 e le 19 i cellulari di tutti e tre gli indagati sono rimasti muti, non hanno fatto né ricevuto telefonate. L’ ipotesi è che proprio in quel lasso di tempo sia stato commesso il delitto.