Pamela Mastropietro, tassista testimone: “L’ho accompagnata ed è entrata con Innocent Oseghale nel palazzo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 2 febbraio 2018 12:25 | Ultimo aggiornamento: 2 febbraio 2018 12:25
Pamela Mastropietro, tassista testimone: "L'ho accompagnata ed è entrata con Innocent Oseghale nel palazzo"

Pamela Mastropietro, tassista testimone: “L’ho accompagnata ed è entrata con Innocent Oseghale nel palazzo”

ROMA – L’ha accompagnata con il suo taxi fino al palazzo dove è stata uccisa e l’ha vista entrare con il suo presunto killer. Un tassista è il testimone chiave nell’omicidio brutale di Pamela Mastropietro, la ragazzi di Roma di 18 anni ritrovata in pezzi in due valigie vicino Macerata. Il racconto del tassista rafforza i sospetti su Innocent Oseghale, il nigeriano accusato di omicidio e occultamento e vilipendio di cadavere.

Rosalba Emiliozzi sul Mattino raccoglie la testimonianza del tassista peruviano che ha detto di aver accompagnato Pamela la mattina di martedì 30 gennaio fino ai Giardini Diaz. La giovane, fuggita dalla comunità di recupero Pars di Corridonia domenica 28, aveva con sé solo la sua valigia e stava  bene. La ragazza ha girato per due giorni in stazione e poi è arrivata al palazzo intorno alle 9.40, ha pagato la corsa del taxi ed è scesa, ma ad attenderla non c’era nessuno.

Il racconto del tassista prosegue, perché poco dopo l’ha incontrata di nuovo per caso, intorno alle 11 del mattino in via Spalato, davanti alla palazzina dove è morta:

“«Mia figlia non stava bene e sono andato a prendere le medicine. L’ho vista entrare in farmacia, era Pamela. Quando io ho fatto tutte le mie cose, lei era già uscita. E quando poi sono uscito anch’io l’ho vista incontrarsi con il nigeriano».

Le ha dato l’idea che fossero amici?
«No, lui la stava aspettando fuori, poi sono andati via insieme, lui camminava leggermente più avanti di lei. Io sono salito in auto ed ho visto il nigeriano e la ragazza entrare nel vialetto verso l’abitazione di via Spalato».

Non avevano un atteggiamento intimo, a detta del tassista, anzi, «camminavano separati». Hanno attraversato la strada e sono entrati nel palazzo chic immerso nel verde dove la ragazza è sparita dietro allo spacciatore con una siringa in tasca appena comprata in farmacia.

Il tassista quando mercoledì mattina ha visto sul giornale la foto della ragazza scomparsa ha chiamato subito i carabinieri e con la sua testimonianza decisiva ha portato i militari nel palazzo chic in via Spalato, ha indicato l’indirizzo preciso ed ha fornito un identikit del principale sospettato, poi arrestato per omicidio. «Quando ho chiamato i carabinieri ho pensato solo a farla ritrovare, ma non avrei mai pensato a tanto orrore».