Pantani, camorra dietro lo stop al Giro? Antimafia indaga

di redazione Blitz
Pubblicato il 16 Novembre 2015 17:13 | Ultimo aggiornamento: 16 Novembre 2015 17:13
Pantani, camorra dietro lo stop al Giro? Antimafia indaga

Pantani, camorra dietro lo stop al Giro? Antimafia indaga

ROMA – La camorra dietro l’esclusione di Marco Pantani dal Giro d’Italia? Ora anche la Direzione Antimafia di Bologna indaga. Lo svela la Gazzetta dello Sport:

C’è davvero la “regia” della camorra dietro l’esclusione di Marco Pantani dal Giro d’Italia 1999? A questa domanda potrebbe rispondere la Direzione distrettuale antimafia di Bologna, scesa in “campo” proprio per stabilire se la criminalità organizzata alterò la corsa rosa riuscendo a fermare il Pirata (era nettamente in testa alla classifica) nella penultima tappa, a causa dei valori dell’ematocrito più alti di quasi 2 punti rispetto a quelli consentiti (50). La Dda si è mossa in via ufficiale dopo la rivelazione della Gazzetta sull’intercettazione ambientale di un affiliato a un clan camorristico che spiegava a una persona fidata l’azione svolta dal clan più di 16 anni fa, quando avrebbe ordinato l’estromissione del romagnolo dal Giro per evitare di pagare le tantissime scommesse clandestine (diversi miliardi di lire) che lo davano vincente. L’intercettazione è contenuta negli atti dell’inchiesta aperta dalla Procura di Forlì nel settembre 2014 proprio per stabilire se ci furono manomissioni nel test del sangue che costò lo stop di 15 giorni a Pantani (a tutela della sua salute, non essendo il valore considerato prova di doping).

GLI ATTI ALLA DDA — Da Bologna nei giorni scorsi è partita una richiesta precisa verso Forlì: vedere gli atti d’indagine svolti (titolare il p.m. Lucia Spirito con la supervisione del capo procuratore Sergio Sottani) per avere la conferma sull’ipotesi che possa esserci di mezzo la camorra. I documenti sono nelle mani del sostituto procuratore Enrico Cieri (impegnato anche nella maxi inchiesta sulla infiltrazione massiccia della ‘ndrangheta tra Modena e il capoluogo emiliano) che già lo scorso anno si era occupato di Pantani quando c’era stato uno scambio d’informazioni con la Procura di Forlì proprio dopo le indiscrezioni di stampa che scrivevano di una possibile conferma in questa direzione dopo l’interrogatorio del bandito Renato Vallanzasca. In realtà, 12 mesi fa la situazione era ancora poco definita: ecco perché la Dda rimase in disparte. Adesso le situazione è cambiata: non ci sarebbe solo l’intercettazione del camorrista, ma gli inquirenti avrebbero raccolto anche altri riscontri. Insomma, la questione è da approfondire, scavando, perché potrebbe portare a sviluppi inattesi e clamorosi su una vicenda che ha fatto da spartiacque nel ciclismo e soprattutto nella vita di Pantani.