Ottantenne morta ad Albano (Roma): fu infarto, la badante rumena assolta in Appello

Pubblicato il 23 Novembre 2010 14:26 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2010 14:26

Paola Iori, la donna di 81 anni trovata morta nella sua abitazione di Albano nel gennaio 2008, non morì perché aggredita dalla badante romena, ma a causa di un infarto i cui ‘segni’ iniziali si erano avuti giàqualche ora prima del ritrovamento del corpo.

Questo l’esito di una perizia e la ragione per la quale i giudici della Corte d’assise d’appello di Roma hanno assolto ‘perché il fatto non sussiste’ Vasilica Adriana Iacob, 41 anni, di Botosani (Romania). La donna, badante assunta 15 giorni prima di quel tragico evento, era stata condannata in primo grado dalla Corte d’assise di Frosinone, a 14 anni di carcere; oggi, è stato lo stesso procuratore Sergio Castaldo a chiederne l’assoluzione.

E i giudici d’appello ne hanno disposto anche la scarcerazione. Vasilica Adriana Iacob era stata processata per omicidio volontario. Era il 7 gennaio 2008 quando i carabinieri di Albano furono chiamati dall’ospedale dopo che un’anziana era giunta cadavere e con segni di violenze sul corpo. A casa della donna, i militari, oltre al figlio e alla sua convivente, trovarono la badante romena, che apparve loro agitata e ubriaca, ma anche numerose macchie di sangue.

Secondo le indagini, quella sera, il figlio dell’anziana donna aveva ricevuto una telefonata dalla Iacob che diceva che l’anziana era morta. Di qui la decisione di avvertire il 118. L’anziana, secondo quanto si apprese, qualche giorno prima aveva confidato al figlio di avere avuto una discussione con la badante e che aveva ricevuto anche offese verbali. La corte d’assise di Frosinone ritenne provato che tra le due donne il rapporto personale era deteriorato al punto che c’era stato un violento litigio finito tragicamente.

Nel corso del processo d’appello, i giudici hanno ritenuto opportuno affidare al professor Giulio Sacchetti, medico legale dell’Università di Roma Tor Vergata, il compito di accertare cause e mezzi che provocarono la tragedia. Oggi, il risultato: Paola Iori mori’ per un infarto iniziato qualche ora prima del ritrovamento; molte delle ecchimosi e delle lesioni sul suo corpo non sono contestuali alla morte e si possono addirittura retrotadare; altre lesioni invece furono causate dalla caduta a terra quando ebbe l’infarto e dalle manovre rianimatorie fatte dai soccorritori. Da ciò, l’assoluzione di Vasilica Adriana Iacob, che, alla lettura del dispositivo, è scoppiata a piangere, accasciandosi prima sulla sedia e poi abbracciando il suo avvocato.

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