“Il papa vuole fare pulizia ma trova difficoltà”: P. Gabriele “integrale” su La7

Pubblicato il 3 settembre 2012 20:04 | Ultimo aggiornamento: 3 settembre 2012 21:01
Paolo Gabriele

Paolo Gabriele (Lapresse)

CITTA’ DEL VATICANO – “Il Papa vuole fare pulizia ma sta incontrando delle difficoltà”. ”Le persone che, come me, vogliono contribuire a fare chiarezza sono almeno una ventina”. Sono alcuni passi dell’intervista che Paolo Gabriele, il maggiordomo di Benedetto XVI arrestato e rinviato a giudizio per il furto dei documenti riservati, ha rilasciato a Gianluigi Nuzzi. La versione integrale del colloquio andrà in onda nella prima puntata della nuova stagione dell’Infedele di Gad Lerner, su La7.

Sulla volontà di Benedetto XVI di fare pulizia nella Chiesa, Gabriele sottolinea che ”Il Papa lo aveva preannunciato nella famosa via crucis”. Prima del suo arresto, Paolo Gabriele, disse profeticamente: “Essere testimoni della verità comporta poi essere disposti a pagarne il prezzo”. Gabriele traccia l’identikit di chi ha reso possibile la pubblicazione dei documenti: si tratta di persone, almeno una ventina dice il maggiordomo del Papa, non legate a cordate di potere ma che ”si riconoscono nella volontà di pulizia della loro guida”, cioè del Pontefice. ”Credo sia un gesto di rabbia, perché c’è una sorta di omertà a non far emergere le cose, non per lotte di potere ma per paura, timore. Il nostro è un paese dove si può entrare, fare una strage e andarsene indisturbati e dopo 24 ore nessuno può mettere bocca su quello che è successo”, dice Gabriele citando il caso di Alois Estermann, che portò alla morte di un comandante delle guardie svizzere, insieme alla moglie e a un suo subordinato, in un apparente omicidio-suicidio, all’interno del Vaticano. ”Oppure – aggiunge – sparisce una ragazzina e per 30 anni non si trova qualcuno che dica qualcosa come è andata”.

Secondo l’ex maggiordomo, ora agli arresti domiciliari, ”da come stanno andando le cose, sembra che si sia un po’ creata una breccia. E’ una cosa impensabile quella che è successa… che non poteva essere immaginabile anni fa. Credo che questo lascerà il segno”. E di questi panni sporchi noi cittadini italiani quanti ne conosciamo? Chiede Nuzzi. ”Premesso che sia dovuto conoscerli, penso pochi, perché finora è sempre sempre stato coperto tutto quello che si voleva coprire”, risponde Gabriele. ”Il martirio è la più alta forma di testimonianza della verità, è difficile oggi in Italia venire uccisi perché cristiani ma c’è il martirio della pazienza”, dice Gabriele in altri passi dell’intervista. ”Se ci fosse lo stesso zelo nel cercare le talpe quando escono i documenti anche per ricostruire la verità su alcune storie questo sarebbe lodevole”.

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