Paolo Oliverio lavorava per i Servizi Segreti. Began? Controlli per gli 007

di redazione Blitz
Pubblicato il 10 gennaio 2014 10:42 | Ultimo aggiornamento: 10 gennaio 2014 10:42
Paolo Oliverio lavorava per i servizi segreti

Paolo Oliverio lavorava anche per i Servizi Segreti

ROMA – Paolo Oliverio, il commercialista dei potenti arrestato agli inizi di novembre perché accusato di aver pilotato nomine e affari nell’ordine religioso dei Camilliani, lavorava anche per i servizi segreti. Per questo tra le sue segretissime carte ci sarebbe il nome di Sabina Began, l’Ape Regina delle feste di Arcore, che Oliverio aveva il compito di controllare per conto degli 007.

Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, butta giù la terza scottante puntata dell’inchiesta che minaccia di far “venire giù l’Italia“, così come paventava lo stesso Oliverio al momento del suo arresto. Oliverio fu ingaggiato a settembre 2009 dall’Aisi, Agenzia per la sicurezza interna, all’epoca diretta da Giorgio Piccirillo:

Numerosi dossier trovati nell’archivio segreto custodito in una pen drive e nel computer sequestrati a Oliverio al momento della cattura sarebbero stati preparati proprio per essere consegnati agli 007. Nell’elenco c’è anche la pratica relativa a Sabina Began, l’«Ape Regina » di Silvio Berlusconi. Nell’informativa allegata agli atti si parla del «file 000488 denominato “visto Sabina Beganovic”, documento che riporta un apparente visto turistico rilasciato alla stessa Beganovic».

Si parla di strutture interne ai servizi di intelligence:

Secondo alcune indiscrezioni si tratterebbe di appunti relativi a un’attività che sarebbe stata commissionata al fiscalista dai suoi referenti all’interno dell’Aisi. Chi decise di mettere sotto controllo la «preferita» del presidente del Consiglio? Il Copasir ha chiesto di sapere chi abbia proposto Oliverio al vertice dell’intelligence e chi fossero i suoi referenti, la natura degli incarichi a lui affidati e soprattutto la portata delle informazioni date e ricevute. Domande che nei prossimi giorni potrebbero porgli anche gli inquirenti.

Gli evasori di San Marino e l’incarico “senza retribuzione” di Oliverio:

Il contatto tra il professionista (l’Ordine nazionale dei commercialisti smentisce che sia iscritto all’albo) e gli 007 avviene attraverso un funzionario di vertice nell’estate del 2009. Per accreditarsi e mostrare la propria affidabilità Oliverio consegna all’Aisi l’elenco degli italiani che hanno trasferito soldi a San Marino. L’informazione si rivela preziosa per l’intelligence , dunque si decide di portare avanti il rapporto. Ma qui sorgono i primi interrogativi. Perché Oliverio accetta di non guadagnare nulla? Che cosa riceve in cambio? È possibile che per questa collaborazione possa aver ottenuto una sorta di impunità, visto che al momento di essere «arruolato» aveva infatti alcune pendenze giudiziarie. Oppure – ed è questa l’altra ipotesi che dovrà essere esplorata – che anche lui abbia ottenuto informazioni riservate da utilizzare per i propri affari e interessi personali.

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