Paolo Stellacci arrestato in Spagna: era nella lista dei 100 latitanti più ricercati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 3 Ottobre 2019 10:37 | Ultimo aggiornamento: 3 Ottobre 2019 10:37
Paolo Stellacci arrestato in Spagna: era nella lista dei 100 latitanti più ricercati dal Viminale

Paolo Stellacci, l’arresto nella foto Ansa

ROMA – Paolo Stellacci è stato preso in Spagna. Stellacci, 45 anni, era uno dei 100 latitanti più ricercati d’Italia. La Polizia di Stato e la Polizia spagnola lo hanno catturato in quanto destinatario di un Mandato di Arresto Europeo: era stato inserito in Italia nella lista del Ministero dell’Interno dei 100 latitanti di maggiore interesse.

I poliziotti del Servizio Centrale Operativo e della Squadra Mobile della Questura di Udine, col coordinamento del Servizio per Cooperazione Internazionale di Polizia, nella città spagnola di Alicante in Spagna, hanno arrestato Stellacci, destinatario del provvedimento disposto il 9 maggio che prevede 18 anni di reclusione per il cumulo di pene relativo a dodici condanne, disposte dai Tribunali di Udine, Verbania, Novara, La Spezia, Roma, Velletri, Trieste, Imperia, per fatti occorsi fra il 2005 ed il 2015. Nelle varie sentenze, i reati che sono stati contestati al ricercato sono stati quelli di violenza sessuale, calunnia, appropriazione indebita, truffa aggravata e ricettazione.

Le ricerche attivate nei confronti del malvivente hanno permesso di accertare che questi si era reso irreperibile in Italia, trasferendosi all’estero per sfuggire all’arresto. Nei prossimi giorni è prevista l’udienza finalizzata alla determinazione della procedura di estradizione verso l’Italia.

Il provvedimento nei confronti di Stellacci, trae origine, scrive l’Ansa, dall’ultima condanna pronunciata nei suoi confronti nel settembre 2018 e passata in giudicato per un episodio di calunnia, inflittagli proprio a Udine. L’uomo aveva riferito alla Procura fatti costituenti reato riguardanti due pubblici ufficiali, operanti in provincia. Le successive indagini avevano però accertato che le dichiarazioni erano false e compiute solo per rivalsa nei confronti dei due. Per i fatti in questione, l’uomo era stato condannato alla pena di 2 anni e 8 mesi. (Fonte Ansa).