Papa Francesco: “Cristiani discriminati per la loro fede”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 27 Dicembre 2013 9:12 | Ultimo aggiornamento: 27 Dicembre 2013 9:12
Papa Francesco benedice 'Urbi et Orbi'

Papa Francesco benedice ‘Urbi et Orbi’ (foto Ansa)

CITTA’ DEL VATICANO – Papa Francesco durante l’Angelus del 26 dicembre ha pregato per i cristiani “discriminati” a causa della testimonianza del Vangelo e ha osservato che accanto alle situazioni in Paesi dove “la libertà religiosa non è ancora garantita o non è nei fatti pienamente realizzata”, ci sono anche i casi di “Paesi e ambienti che sulla carta tutelano la libertà e i diritti umani, ma dove di fatto i credenti, specialmente i cristiani, incontrano limitazioni e discriminazioni”.

Come riporta Giacomo Galeazzi su La Stampa,

il Pontefice «si fa portavoce delle sofferenze di tutti i cristiani, non solo dei cattolici». Un’assunzione di responsabilità teorizzata due settimane fa nell’intervista a «La Stampa» da Bergoglio stesso. «Sì, per me l’ecumenismo è prioritario. Oggi esiste l’ecumenismo del sangue – evidenzia il Papa che sta riportando la Santa Sede al centro della geopolitica mondiale –. In alcuni paesi ammazzano i cristiani perché portano una croce o hanno una Bibbia, e prima di ammazzarli non domandano se sono anglicani, luterani, cattolici o ortodossi. Il sangue è mischiato. Per coloro che uccidono, siamo cristiani. Uniti nel sangue, anche se tra noi non riusciamo ancora a fare i passi necessari verso l’unità». Ieri all’Angelus Francesco ha esplicitato il concetto: ai cristiani «non fa meraviglia» essere discriminati, tuttavia «sul piano civile l’ingiustizia va denunciata e eliminata».

Il suo messaggio natalizio è inequivocabile: «La vera pace non è un equilibrio tra forze contrarie, non è una bella facciata, dietro alla quale ci sono contrasti e divisioni». La pace è «un impegno di tutti i giorni». E «non esiste un Natale sdolcinato e fiabesco». È possibile che nel calendario delle Giornate mondiali della Chiesa cattolica, alle otto che si celebrano da anni ne possa essere aggiunta una ecumenica dedicata ai credenti perseguitati. Infatti, per la dottrina cattolica e per i cristiani in generale alla base di tutte le libertà c’è quella di proclamare, confessare e praticare la fede religiosa. La «Chiesa del silenzio» parla attraverso Francesco.