Papa Giovanni XXIII: la salma mummificata nella sua Bergamo, ma mani deformate dal caldo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 25 maggio 2018 10:57 | Ultimo aggiornamento: 25 maggio 2018 10:57
Papa Giovanni XXIII: la salma mummificata nella sua Bergamo, ma mani deformate dal caldo

Papa Giovanni XXIII: la salma mummificata nella sua Bergamo, ma mani deformate dal caldo

ROMA – C’è un problema con le mani della salma mummificata del “Papa buono”: le spoglie di Giovanni XXIII sono arrivate a Bergamo, la sua terra, ma lo strato di cera che avvolge le mani ha cominciato a sciogliersi deformandole. [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] “La lastra di cera che le copre è più sottile e lavorata – spiega al Corriere della Sera monsignor Giulio della Vite, segretario generale della Diocesi -, stando al sole, col riverbero del plexiglass, si è surriscaldata. Avevamo messo ghiaccio secco sotto l’urna, ma non avevamo calcolato tutta la gente che si è assiepata lungo il tragitto, e che ci ha costretto ad andare a passo d’uomo da Seriate a Bergamo”.

Le spoglie di Papa Giovanni XXIII sono arrivate intorno alle 15,40 a Bergamo da Roma: in furgone prima di essere traslate su un pick up aperto per mostrarle ai fedeli. Sono conservate all’interno di una teca piena di argon, un gas che impedisce l’ossidazione.

l’urna ha solcato il viale a lui dedicato per poi arrivare in una piazza Vittorio Veneto tutta transennata e circondata di persone, fedeli, autorità. Il vescovo di Bergamo, monsignor Francesco Beschi, ha ricordato l’attesa di questi giorni: “La sua presenza una testimonianza di luce e pace tra noi”.

La salma era arrivata in terra bergamasca intorno alle 14. A Paderno di Seriate il primo grande abbraccio dei bergamaschi: una folla ha atteso il suo arrivo circondando di affetto il Papa. I ragazzi hanno sventolato le bandiere gialle e la gente aspettava da tempo il suo arrivo. Una tappa significativa è stata quella del carcere: sull’Ansa la menzione di Bossetti, l’assassino di Yara Gambirasio, descritto in adorazione di fronte alle spoglie del Santo.