Papa: “I politici cattolici seguano la dottrina della Chiesa”

Pubblicato il 21 maggio 2010 12:32 | Ultimo aggiornamento: 21 maggio 2010 13:46

Benedetto XVI

Il Papa incita i cattolici a farsi sentire in politica, contro il relativismo culturale che “mina la democrazia e favorisce i poteri forti”. Benedetto XVI parla ricevendo in udienza in Vaticano i partecipanti alla plenaria del Pontificio consiglio dei laici.

I cattolici, anche non religiosi, devono “partecipare attivamente alla vita politica, in modo sempre coerente con gli insegnamenti della Chiesa”, ha detto il pontefice.

Benedetto passa poi ad una nuova denuncia del relativismo: “Il diffondersi di un confuso relativismo culturale e di un individualismo utilitaristico ed edonista indebolisce – ha detto – la democrazia e favorisce il dominio dei poteri forti”.

“Bisogna recuperare e rinvigorire un’autentica sapienza politica, essere esigenti in ciò che riguarda la propria competenza, servirsi criticamente delle indagini delle scienze umane, affrontare la realtà in tutti i suoi aspetti, andando oltre ogni riduzionismo ideologico o pretesa utopica, mostrarsi aperti ad ogni vero dialogo e collaborazione”.

“Certamente, ha sottolineato Benedetto XVI, non rientra nella missione della Chiesa la formazione tecnica dei politici. Ci sono, infatti, a questo scopo varie istituzioni”.

“È sua missione, però, ha avvertito, dare il suo giudizio morale anche su cose che riguardano l’ordine politico, quando ciò sia richiesto dai diritti fondamentali della persona e dalla salvezza delle anime utilizzando tutti e solo quei mezzi che sono conformi al Vangelo e al bene di tutti, secondo la diversità dei tempi e delle situazioni.”

“La Chiesa, ha aggiunto il pontefice, si concentra particolarmente nell’educare i discepoli di Cristo, affinché siano sempre più testimoni della sua Presenza, ovunque. Spetta ai fedeli laici mostrare concretamente nella vita personale e familiare, nella vita sociale, culturale e politica, che la fede permette di leggere in modo nuovo e profondo la realtà e di trasformarla; che la speranza cristiana allarga l’orizzonte limitato dell’uomo e lo proietta verso la vera altezza del suo essere, verso Dio; che la carità nella verità è – ha proseguito – la forza più efficace in grado di cambiare il mondo; che il Vangelo è garanzia di libertà e messaggio di liberazione; che i principi fondamentali della Dottrina sociale della Chiesa – quali la dignità della persona umana, la sussidiarietà e la solidarietà – sono di grande attualità e valore per la promozione di nuove vie di sviluppo al servizio di tutto l’uomo e di tutti gli uomini”.