Il papà “sociale”: anche l’ex compagno può diventare padre adottivo

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 novembre 2018 12:22 | Ultimo aggiornamento: 1 dicembre 2018 7:00
Il papà "sociale": anche l'ex compagno può diventare padre adottivo

Il papà “sociale”: anche l’ex compagno può diventare padre adottivo

ROMA – Papà “sociale”: è papà chi materialmente lo fa, non solo chi biologicamente ha messo al mondo un figlio. Una sentenza del tribunale dei minorenni di Brescia ha disposto l’adozione di due gemelli da parte dell’ex compagno della madre con il quale aveva precedentemente avuto una figlia. I gemelli, oggi tredicenni, non riconosciuti dal padre biologico, hanno trascorso gran parte della loro infanzia con il padre della sorella, l’uomo si è occupato di loro come un vero genitore.

E, nel 2017, ha chiesto al tribunale di poter adottare i ragazzi, d’accordo con la madre e ottenuta l’approvazione della figlia maggiore. I giudici hanno riconosciuto che genitore non è soltanto chi concepisce il figlio ma chi si comporta effettivamente come tale. Un papà “sociale” che ha assolto il suo ruolo pur in assenza di vincoli di sangue.

E’ stato riconosciuto in tribunale anche che non esiste un modello unico di famiglia e, per disporre l’adozione, ha utilizzato l’istituto che prende il nome di “adozione in casi particolari” (Legge 184/1983), quello che viene applicato anche per le coppie arcobaleno. Per tutelare l’interesse del minore vale, prima della biologia e dell’anagrafe, la relazione, i rapporti affettivi, la cura. In una parola l’amore.