Paperino di Prato, troupe Rai aggredita vicino ad un campo nomadi: giornaliste picchiate

di redazione Blitz
Pubblicato il 4 aprile 2019 20:16 | Ultimo aggiornamento: 4 aprile 2019 20:16
Paperino di Prato, troupe Rai aggredita vicino ad un campo nomadi: giornaliste picchiate

Paperino di Prato, troupe Rai aggredita vicino ad un campo nomadi: giornaliste picchiate (Foto Ansa)

PRATO –  Due giornaliste Rai sono state minacciate e aggredite da alcuni nomadi a Paperino di Prato, durante un servizio su una discarica abusiva sequestrata vicino ad un accampamento rom. Le giornaliste fanno parte di una troupe del Tgr Rai della Toscana. 

L’episodio è stato denunciato da Associazione stampa toscana, Fnsi, Ast, Usigrai, Cdr e redazione Tgr Rai Toscana che condannano “con la massima forza e decisione l’aggressione fisica ai danni della collega Giulia Baldi e della collaboratrice Daniela Pecar (operatrice in appalto)”, un “atto gravissimo sul quale devono indagare le forze dell’ordine”.

L’aggressione è avvenuta vicino al cimitero di Paperino, dove le “due colleghe stavano realizzando un servizio sul sequestro di una discarica quando si sono avvicinati alcuni nomadi del vicino campo. Questi hanno minacciato le giornaliste, poi le hanno aggredite e percosse, cercando di impossessarsi delle attrezzature. Simile trattamento è toccato ad alcune anziane che si trovavano sul posto”.

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La troupe ha fatto denuncia alla questura di Prato. Sull’episodio il ministro dell’Interno Matteo Salvini esprime “solidarietà” alla troupe aggredita annunciando quindi l'”impegno ad essere presto a Prato per fare lo sgombero e mettere ordine”.

Il sindaco di Prato, Matteo Biffoni (Pd), afferma che “l’aggressione è una cosa che non deve accadere” aggiungendo di sperare che “le forze dell’ordine arrestino i delinquenti”. Tuttavia “lì non c’è un campo nomadi – specifica Biffoni – ma insediamenti su cui siamo intervenuti più volte”. Quanto al “ministro Salvini sappia che a Paperino non c’è alcun campo da sgomberare, che sull’area abbiamo fatto tutti gli interventi necessari grazie al grande lavoro di procura e forze dell’ordine. Se Salvini vuole interessarsi di Prato lo faccia da ministro restituendoci, per esempio, i militari che ci sono stati tolti ed estendendo le forze dell’ordine”.

Da parte sua l’associazione sinti di Prato precisa: “A Paperino non c’è alcun campo nomadi e qualsiasi forma di accampamento è legata a proprietà privata di singoli, rom o non rom, che rispondono dei propri atti. A Prato vivono circa 200 persone appartenenti alla nostra comunità che abitano nei quattro campi istituzionalmente riconosciuti. Non vogliamo che si creino equiparazioni o diventare capro espiatorio, strumentalizzati, a fini politici”. (Fonte: Ansa)