“Parchi commerciali” possono restare aperti: Dpcm, la falla sui centri commerciali

di Alessandro Avico
Pubblicato il 10 Novembre 2020 13:24 | Ultimo aggiornamento: 10 Novembre 2020 13:25
"Parchi commerciali" possono restare aperti: Dpcm, la falla sui centri commerciali

“Parchi commerciali” possono restare aperti: Dpcm, la falla sui centri commerciali (Foto Ansa)

Come mai alcuni centri commerciali nei festivi e prefestivi sono aperti e altri sono chiusi? Nel Dpcm c’è una falla che consente l’apertura di alcuni negozi.

Centri commerciali chiusi in tutta Italia nei festivi e nei prefestivi dice il Dpcm. Eppure lo scorso weekend alcuni erano aperti. Come mai? Questo perché con centri commerciali si intende quelli al chiuso, con le interminabili gallerie piene di negozi su diversi livelli. Quelli che invece sono all’aperto possono restare aperti.

Se lo scopo è quello di evitare assembramenti soprattutto nei fine settimana, in teoria andrebbero chiusi anche i centri commerciali “parchi”, ovvero quelli composti da tanti negozi ma all’aperto. Come per esempio gli outlet. Una falla nel Dpcm che ha un doppio effetto collaterale.

Effetto collaterale numero uno: se un centro commerciale al coperto resta chiuso, in molti andranno in quello all’aperto, di fatto raddoppiando o triplicando la massa di persone nello stesso luogo. Quindi assembramento più del dovuto. 

Effetto collaterale numero due: discriminazione tra commercianti. Quelli che hanno un negozio in un centro commerciale al chiuso non saranno di certo contenti nel sapere che un altro commerciante che ha un esercizio all’aperto può invece restare aperto.

Il buco dei “parchi commerciali”

Nel decreto infatti si parla esplicitamente e solo di centri commerciali. Ma in Italia, in tutte le regioni e quasi in tutte le province, esistono anche i “parchi commerciali”. Sono quei luoghi, con ingressi separati e spesso anche senza porte o cancelli in cui ci sono decine e decine di negozi all’aperto. Una sorta di mercato insomma (e infatti i mercati anche restano attivi e aperti). 

Nello scorso weekend sono rimasti aperti, decine di siti locali hanno constatato questa cosa portando alla luce un errore di comunicazione, o meglio di dicitura, presente nel provvedimento del governo. Cosa che accadrà anche il prossimo weekend, salvo un chiarimento che sarebbe auspicabile perché assembramenti all’aperto o al chiuso cambia poco, altrimenti non avremmo le multe e i controlli per la movida.

Di base questi “parchi commerciali” equivalgono a delle passeggiate per i negozi del centro. Quindi come fare? Si dovrebbero chiudere anche i centri storici? E soprattutto, come si fa a controllare gli assembramenti nei “parchi commerciali”? (Fonti Today e Centropagina).