Parma, 25enne italiana picchiata e stuprata dal marito albanese

di Redazione blitz
Pubblicato il 21 settembre 2018 16:29 | Ultimo aggiornamento: 21 settembre 2018 16:29
Parma stuprata

Parma, 25enne italiana picchiata e stuprata dal marito albanese

PARMA – Una conoscenza veloce, poi subito il matrimonio sotto minaccia. Finisce l’incubo di una 25enne italiana, vittima per mesi di violenze fisiche e sessuali da parte del violento marito albanese, che la obbligò a sposarlo per ottenere il permesso di soggiorno.

Come detto, dopo una breve frequentazione tra la ragazza e il 23enne albanese, si celebra il matrimonio – nel giugno scorso – ma le violenze col tempo aumentano, e cominciano anche gli abusi sessuali. La donna, a lui sottomessa e troppo spaventata per reagire, subisce per mesi in silenzio, incapace anche di chiedere aiuto. E nessuno dei conoscenti si accorge della sua sofferenza.

Trovandosi in una forte condizione di disagio economico, la coppia viene è stata assegnata ai servizi sociali e gli operatori, frequentando spesso la loro abitazione, si sono resi infine conto dell’orrore che si ripete quotidianamente fra quelle mura. Troppo evidente il malessere della 25enne, che spesso presenta lividi sul corpo e sul volto.

La vera denuncia arriva il 10 settembre scorso, quando la giovane si decide a mettere la parola fine a quella terribile storia. Dopo l’ultimo stupro, la 25enne scappa di casa e si reca di persona ai servizi sociali, raccontando tutta la sua storia. Gli stessi operatori la accompagnano al pronto soccorso dell’Ospedale Maggiore di Parma dove, a seguito delle visite, le vengono riconosciuti 10 giorni di prognosi.

Col supporto degli assistenti sociali la donna riesce anche a sporgere formale denuncia presso i carabinieri di Colorno, che danno avvio alle indagini. Il 17 settembre, grazie ai gravi indizi di colpevolezza raccolti dagli inquirenti, l’albanese è stato arrestato con l’accusa di maltrattamenti in famiglia, lesioni e minacce, e violenza sessuale aggravata. Adesso si trova confinato all’interno della Casa di Reclusione di Parma.