Giuliano Delnevo, lapide a Parma ricorda il primo italiano jihadista morto in Siria. Proteste

di redazione Blitz
Pubblicato il 12 giugno 2018 15:33 | Ultimo aggiornamento: 12 giugno 2018 16:16
Giuliano Delnevo

Giuliano Delnevo

BORGOTARO – Giuliano Delnevo è stato il primo cittadino italiano jihadista a morire in Siria. Il ragazzo è morto nell’estate 2013 mentre combatteva nelle milizie di Al Nusra ed ora, a far discutere, è la sua eredità.

A Borgotaro in provincia di Parma, il paese [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] che lo ha visto crescere e dove tuttora risiede la sua famiglia, il padre ha infatti deciso di ricordarlo con una lapide posizionata in un’area privata e recintata ma ben visibile dalla strada: “Questo spazio è dedicato alla memoria di Ibrahim Giuliano Delnevo, nato il 18 febbraio 1989 e caduto in combattimento contro le milizie di Bashar Assad il 12 giugno 2013 nella provincia di Aleppo Siria” ha scritto il padre, diventato a sua volta musulmano.

Dopo la diffusione della notizia e delle foto da parte di Repubblica, la Lega, per bocca del consigliere regionale Fabio Ranieri, parla di “fatto gravissimo che offende la civiltà occidentale e le tantissime vittime innocenti del terrore fondamentalista islamico. Come si possa arrivare a commemorare una persona che è andata a fiancheggiare orde di terroristi che spargono sangue in tutto il mondo ma anche perché lo si è consentito”.

Ranieri “ringrazia i carabinieri di Borgotaro che hanno tranquillizzato le persone che vi si sono rivolte assicurando che questa indegna e pericolosa lapide sarà al più presto rimossa”.

Il leghista se la prende anche con l’Amministrazione comunale: “Vero che la lapide è stata autorizzata come si sente dire ? Spero si sia trattato di una pur molto grave superficialità perché non sarebbe stato verificato quale messaggio si voleva esporre. Se invece ve ne fosse stata piena consapevolezza, il grave reato dell’apologia del terrorismo potrebbe essere stato commesso, oltre che dal padre, anche da chi fisicamente ha dato l’autorizzazione. Anche perché pare che vi sia un pellegrinaggio di musulmani sul posto che fa presumere non abbiano pensieri di civile convivenza”. Il sindaco di Borgotaro, Diego Rossi, sempre a Repubblica ha parlato di lapide privata posizionata in un’area privata senza alcun coinvolgimento diretto o indiretto del Comune.

Giuliano diventò Ibrahim dopo essersi convertito all’Islam nel 2008, in seguito a un periodo di lavoro ai cantieri navali di Ancona. Il nonno, Giuseppe, fu comandante partigiano nel Parmense.

Giuliano si era fatto crescere la barba, aveva preso a farsi chiamare Ibrahim, aveva iniziato a leggere e studiare il Corano. Delnevo era poi partito per la Siria per combattere con i ribelli. Non si sa quale sia stato il percorso e il destino di Giuliano Ibrahim una volta arrivato in Siria. Per la Farnesina Giuliano sarebbe sepolto ad Aleppo: il suo corpo non è mai stato restituito alla famiglia.

Il padre di Giuliano è diventato a sua volta musulmano. Per lui la scelta del figlio di andare in Siria è stata eroica, il suo esempio da imitare. Il padre ha sempre difeso il figlio: “Era a Ancona per un lavoretto e ha incontrato degli immigrati musulmani, è diventato amico loro e poi si è convertito. Era molto rispettoso dei principi del Corano. Avevamo un rapporto splendido, e io sono orgoglioso di mio figlio, è morto da eroe per salvare un amico”.