Parmigiano reggiano/ In Italia è il terzo prodotto preferito dai taccheggiatori. In tutto il settore alimentare, i furti aumentano del 16,8%: sarà colpa della crisi?

Pubblicato il 27 Luglio 2009 20:48 | Ultimo aggiornamento: 27 Luglio 2009 21:52

parmigiano_reggianoll Parmigiano Reggiano continua ad essere il prodotto alimentare preferito dai taccheggiatori (oltre ad essere il prodotto più clonato dall’agropirateria internazionale). Questi sono i dati che vengono dal rapporto 2008 della Cia, la Confederazione italiana agricoltori.

I furti sono aumentati probabilmente per colpa della crisi economica «e riguardano fasce sempre più consistenti della popolazione, soprattutto anziani», come spiega il presidente della Cia Giuseppe Politi. Quelli che riguardano il pregiato formaggio sono cresciuti oltre l’11%, mentre il totale dei furti che riguardano in Italia tutto il settore agroalimentare, sono cresciuti del 16,8% con una netta prevalenza dei formaggi pregiati in genere, che sono l’8,6% del totale: tra i singoli prodotti più ambiti dopo le lamette da barba e le cartucce per stampanti c’è il Parmigiano e il Grana Padano.

Nella graduatoria vengono subito dopo i profumi e i cosmetici e poi le carni e i salumi (6,8%). A seguire i vini e i superalcolici (passati dal 2 al 2,6%) che superano abbondantemente i furti dei capi d’abbigliamento, i prodotti high tech e i dvd e i videogame. A cambiare anche il luogo in cui si ruba: nelle grandi superfici meglio protette da barriere elettroniche c’è stata una flessione pari allo 0,2% mentre c’è stato un aumento nei discount, dove i furti sono saliti del 6,2%. Un aumento pari al 4,6%, si è registrato anche nei piccoli supermercati meno protetti.

In circa la metà dei casi a rubare sono le bande specializzate o i clienti stessi, mentre nel 30% dei casi il furto è commesso dal personale del negozio e il 6,7% dai fornitori durante il ciclo d’approvvigionamento.

Lo studio rivela che nel 2008 i furti a livello mondiale di merce, sono aumentati dell’1,5 per cento arrivando a non far incassare a supermercati ed esercenti vari la cifra di 71,184 miliardi di euro: in Italia gli “ammanchi” corrispondono a 2,977 miliardi, con una crescita rispetto all’anno precedente del 4,1 per cento.