Parroco anti-gay mette camion fuori da chiesa: “Ecco la vera famiglia”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Giugno 2015 16:40 | Ultimo aggiornamento: 4 Giugno 2015 16:46
Parroco anti-gay mette camion fuori da chiesa: "Ecco la vera famiglia"

Parroco anti-gay mette camion fuori da chiesa: “Ecco la vera famiglia”

PORDENONE – Un parroco lancia la sua campagna anti-gay parcheggiando fuori dalla chiesa un camion-vela che “celebra” la famiglia composta da uomo, donna e figli. Un vero e proprio spot per protestare contro il progetto di Arcigay adottato nelle scuole di Cordenons, in provincia di Pordenone.

Il parroco è don Alessandro Moro e la chiesa è quella di Santa Maria Maggiore a Cordenons. Marco Agrusti sul Gazzettino scrive che il sacerdote ha parcheggiato il camion con la foto della famiglia tradizionale proprio nella piazza antistante la chiesa, con il messaggio “Questa è una famiglia come Dio comanda. Vaticano, Governo e scuole vogliono insegnarci il contrario”:

“Sulla graticola gli argomenti già bollenti della teoria di genere, del contrasto all’omofobia, dell’educazione sessuale dei minori in ambito scolastico. «È evidente che l’obiettivo si è spostato – ha detto don Moro alla platea – dalla difesa degli omosessuali dalla discriminazione, alla sollecitazione a scegliere identità di genere come una determinante rispetto all’identità naturale. La scuola – ha attaccato nuovamente il parroco – ha disatteso l’obiettivo principale del progetto, ovvero il coinvolgimento delle famiglie, nascondento la vera paternità del progetto educativo. È giusto – ha provocato il parroco di Santa Maria Maggiore – che la scuola deleghi ad Arcigay l’educazione sessuale dei vostri figli?».

E dalla sala è partito un coro di «no». «L’appello – ha concluso don Moro – è rivolto a genitori e insegnanti cattolici, perché non dicano “non sapevamo”. Ora la responsabilità passa a voi»”.

Anche un comitato di genitori e insegnanti si è schierato contro l’iniziativa, attaccando in chiesa la teoria di genere:

“«È una teoria assurda – hanno detto i rappresentanti del comitato – che spaccia ideologie per dati scientifici. L’educazione, ormai, non compete più ai genitori. Tutto ciò porta a uno sperimentalismo sessuale precoce, al quale sono esposti i nostri figli, e questo avviene senza alcuna consultazione dei genitori. Non siamo più al sicuro, dobbiamo entrare nei consigli d’istituto e vigilare». Numerosi gli interventi dal pubblico, tra chi ha continuato ad attaccare le scuole e chi si è schierato dalla parte del progetto”.