Pasquale Vitiello nelle lettere alla figlia ha scritto: “Amavo mamma, un giorno capirai”

di redazione Blitz
Pubblicato il 21 marzo 2018 10:48 | Ultimo aggiornamento: 21 marzo 2018 12:21
Pasquale Vitiello nelle lettere alla figlia ha scritto: "Amavo mamma, un giorno capirai"

Pasquale Vitiello nelle lettere alla figlia ha scritto: “Amavo mamma, un giorno capirai”

NAPOLI – “Amavo mamma, un giorno capirai”. Sono queste le parole che Pasquale Vitiello ha lasciato alla figlia prima di maturare l’insana decisione di ammazzare sua moglie, Immacolata Villani. Le ha scritte a penna su fogli A4, trovati sul tavolo della cucina nella casa in cui fino a qualche tempo fa vivevano insieme. In tutto 20 lettere, nelle quali era annunciata la tragedia di Terzigno (Napoli). Non sono rivolte soltanto alla figlia, ma anche ad un amico e a sé stesso: in tutte Pasquale Vitiello urla il suo dolore dopo aver scoperto che sua moglie Imma aveva una relazione.

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Quelle lettere, sequestrate dai carabinieri, sono ora custodite nel fascicolo della Procura destinato all’archiviazione, dopo il suicidio dell’uomo, avvenuto subito dopo che aveva sparato un colpo in testa alla moglie davanti alla scuola della figlia. A rivelarne il contenuto è Gigi Di Fiore sul quotidiano Il Mattino. In alcune Pasquale Vitiello parla a sé stesso: “La separazione fa stare male – si dice – non va più bene”. Poi spiega alla figlia: “Un giorno capirai quello che succede, quando ti farai grande”. E ancora, il racconto di una situazione che lo stava schiacciando, precipitata negli ultimi 15 giorni quando Imma era andata via di casa con la figlia, dopo un violento litigio con la suocera.

“Vivo una profonda ingiustizia e questo mi fa stare male perché voglio molto bene a tua madre”, scriveva ancora alla figlia. “Purtroppo, siamo arrivati a questo punto senza sapere neanche come, la separazione è una cosa che mi fa soffrire, che non si può accettare”. Poi la considerazione spaventosa: “Ho subito un torto, l’unica cosa è farsi giustizia da soli”.

Lo scorso 4 marzo, Imma era tornata a vivere a Boscoreale con il padre vedovo e la compagna di lui. Da allora Pasquale Vitiello è riuscito a vedere la figlia 3 o 4 volte. Il suo avvocato Salvatore Annunziata, racconta al Mattino: “Abbiamo parlato in maniera serena, non ho mai avvertito rabbia nelle sue parole. Si è ipotizzato sempre una separazione consensuale, dove fossero chiarite le modalità per vedere la figlia. Avevamo fatto arrivare questa idea alla moglie, attraverso un conoscente. Ma non siamo andati più avanti di questo, anche perché c’era da capire le intenzioni della moglie dopo che era andata via da casa”.

Qualcosa però nella mente di Pasquale deve essere scattato domenica notte, quando ha previsto tutto nel minimo dettaglio: l’esecuzione della moglie davanti alla scuola della figlia e il suicidio in un capanno per gli attrezzi poco distante. Identiche le modalità: un colpo solo alla testa, sparato con la stessa pistola di piccolo calibro che ha ucciso Imma e che si era procurato chissà come. La sera prima nessuna avvisaglia. “Ha cenato con noi, domenica sera – racconta il padre Ciro, dipendente di una filiale della Bnl – Era tranquillo, appariva sereno”.