La Pasticceria Cavalletti non sopravvive al lockdown. Sipario sul millefoglie che piaceva alla Regina Elisabetta

di Redazione Blitz
Pubblicato il 8 Settembre 2020 12:29 | Ultimo aggiornamento: 8 Settembre 2020 12:29
Pasticceria Cavalletti, millefoglie

Pasticceria Cavalletti: la Regina Elisabetta non gusterà più il suo celebre millefoglie (da Facebook)

Non è bastata la petizione lanciata da fan golosi. La storica pasticceria romana di via Nemorense chiude i battenti.

La pasticceria Cavalletti aveva bloccato l’attività per il Covid con la promessa di riaprire a settembre ma i proprietari hanno deciso per lo stop.

Pasticceria Cavalletti, re del millefoglie amato dalla Regina Elisabetta

Una perdita per gli amanti dello zucchero, soprattutto del celebre millefoglie, la torta della casa che pare fosse cara anche al palato della Regina Elisabetta.

Farcito di crema chantilly aromarizzato al marsala, quel millefoglie la leggenda racconta fosse recapitato una volta l’anno a Buckingham Palace (che ovviamente, per ragioni di etichetta e sicurezza, non ha mai confermato).

Cavalletti era uno dei laboratori artigianali più antichi e rinomati di Roma e la sua produzione andava avanti dal 1951.

FdI: “Non solo Cavalletti, chiudono le eccellenze commerciali”

“La pasticceria Cavalletti di via Nemorense, famosa per il suo millefoglie, ha chiuso definitivamente. Non è il primo negozio storico a chiudere nel II Municipio”.

Così in una nota Chiara Colosimo, Consigliere FdI Regione Lazio, Brian Carelli, dirigente FdI Roma e Leonora Peresso, dirigente FdI II Municipio.

“Pochi mesi fa – aggiungono – ha annunciato la chiusura la pelletteria Solani messa in ginocchio dalla chiusura per il lockdown e dagli effetti dello smartworking.

E il 25 agosto ha chiuso lo storico panificio Lucarelli in via Simeto. Piano piano il II Municipio sta perdendo tutte le sue eccellenze commerciali. Che sono anche luoghi di riferimento e di socializzazione.

Complici di queste chiusure – proseguono – sono le incertezze economiche, le assenti politiche di sostegno alle attività commerciali messe a disposizione dal Comune.

E le poche e inutile iniziative promesse dal Municipio per incentivare i cittadini a comprare nei negozi di vicinato.

La realtà oggi è che negozi storici e di qualità sono soppiantati da tanti, troppi minimarket con gestori bengalesi che, per loro approccio commerciale, nulla di bello portano alle nostre strade.

Proprio in un momento di grande fragilità come questo crediamo sia importante investire sullo sviluppo economico di Roma,.

Partendo dai quartieri, con linee d’indirizzo per il commercio che siano rigorose – concludono gli FdI – ma che sappiano anche premiare gli imprenditori promotori di prodotti di qualità e di decoro”. (fonte Ansa)