Patenti contraffatte a cittadini marocchini, cinque arresti e 112 denunce

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 maggio 2018 21:55 | Ultimo aggiornamento: 24 maggio 2018 21:55
Patenti contraffatte a cittadini marocchini, cinque arresti e 112 denunce

Patenti contraffatte a cittadini marocchini, cinque arresti e 112 denunce (Foto Ansa)

UDINE  –  Consentivano a cittadini stranieri, per lo più marocchini, di ottenere in modo fraudolento patenti di guida italiane.  [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] Per questo quattro cittadini marocchini sono stati arrestati dalla polizia stradale di Udine.

Agli arresti domiciliari è finita anche una donna italiana di 78 anni, ex titolare di un’autoscuola e agenzia di pratiche automobilistiche di Udine. Denunciati anche 112 cittadini stranieri che hanno ottenuto le patenti in modo fraudolento.

L’inchiesta, racconta il Gazzettino, è iniziata l’anno scorso, in seguito a degli accertamenti su due patenti marocchine, risultate false, consegnate alla Motorizzazione di Udine per la conversione in patenti italiane. Da qui la scoperta dell’esistenza di un’associazione a delinquere composta dai tre fratelli e dalla friulana. 

Scrive il quotidiano veneto:

Nelle Motorizzazioni di Udine e Gorizia sono stati analizzati e sequestrati 112 fascicoli di conversioni, col sequestro di altrettante patenti di guida del Marocco, di cui 37 completamente false. Fino a ora sono state sequestrate 104 patenti di guida italiane ottenute fraudolentemente.

L’associazione era in grado di falsificare, principalmente a favore di propri connazionali, ma anche di altri cittadini di Paesi del Maghreb, i documenti necessari per la conversione di patenti marocchine in italiane, fornendo a volte anche falsi certificati di residenza e, in altri casi, anche false patenti marocchine per chi ne fosse sprovvisto. (…) Gli stranieri presentavano alla locale Motorizzazione la maggior parte delle patenti da convertire e della documentazione irregolare attraverso l’agenzia di Udine, ove l’ex titolare costituiva referente per le illecite pratiche di conversione. Queste pratiche, che normalmente hanno un costo inferiore ai 200 euro, in questi casi venivano pagate tra i 1500 e i 2500 euro, con notevole guadagno per il sodalizio criminale.

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