Patrick Lumumba, accusato da Amanda Knox di avere ucciso Meredith Kercher (poi assolto con tante scuse) difende polizia e pm e dice:”Amanda recita sempre e inventa tutto”

Pubblicato il 13 giugno 2009 18:25 | Ultimo aggiornamento: 14 giugno 2009 0:43

“Ho passato tanto tempo, ore e ore, a dire agli inquirenti che Amanda mentiva ma hanno dovuto impiegare piu’ di mezzo anno per credermi. Oggi lei si mette contro di loro e mente anche questa volta”. Questo il commento di Patrick Lumumba, finito in carcere a causa delle accuse di Amanda Knox e poi tornato in liberta’ e completamente scagionato.

Lumumba ha parlato al termine dell’interrogatorio della studentessa americana, nell’aula del tribunale di Perugia dove si svolge il processo per l’uccisione della giovane inglese Meredith Kercher: “Ci vuole giustizia – ha proseguito Patrick – perche’ non si deve giocare così. Io credo a tutti quelli che sono venuti in tribunale, agli inquirenti e alla scientifica, e non si puo’ mettere tutto in dubbio perche’ una vuole continuare a fare l’attrice”.

“Mi sembra ampiamente provata la calunnia che Amanda ha posto in essere nei confronti di Patrick – ha detto il legale di Lumumba, l’avvocato Carlo Pacelli – ci sono dati, elementi e fatti che soltanto chi si trovava in via della Pergola poteva conoscere. Delle urla di Meredith, per esempio, la polizia e’ venuta a conoscenza solo dopo molto tempo rispetto a quando l’omicidio e’ avvenuto. Come faceva Amanda a sapere che la povera Meredith prima di essere uccisa aveva urlato? E’ uno dei tanti elementi che solo chi era in via della Pergola poteva conoscere”.

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