Patrizia Mirigliani denuncia il figlio Nicola: “Fa uso di droga, l’ho fatto per salvarlo”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 20 Febbraio 2020 13:23 | Ultimo aggiornamento: 20 Febbraio 2020 13:23
Patrizia Mirigliani denuncia figlio che usa droga: Fatto per salvarlo

Patrizia Mirigliani denuncia figlio Nicola: “L’ho fatto per salvarlo” (Foto archivio ANSA)

ROMA – Patrizia Mirigliani ha deciso di denunciare il figlio Nicola che ha problemi di dipendenza da stupefacenti. “L’ho fatto per salvarlo”, ha detto la patron di Miss Italia in una intervista a TPI in cui spiega che da 12 anni tenta di aiutare il figlio a combattere le dipendenze. Per farlo, ha deciso di tagliagli i fondi e di non mantenerlo ora che ha 31 anni, denunciandolo per minacce ed estorsione.

La Mirigliani nella intervista racconta: “Ho denunciato mio figlio per salvarlo, è il più grande dolore della mia vita ma non avevo scelta. Sono dodici anni della mia vita che combatto, Nicola soffre di dipendenze, l’ho portato in sette comunità. Se sono arrivata al punto di denunciare mio figlio, è perché sono distrutta”.

Il figlio Nicola non potrà vivere a meno di 400 metri di distanza dalla madre per ordine del giudice, indosserà un braccialetto elettronico che ne seguirà e registrerà gli spostamenti. Un tentativo, spiega la donna, per evitargli di farsi del male: “Per una mamma denunciare un figlio è una cosa terribile. Io vorrei tanto che Nicola avesse una vita normale, una ragazza, una famiglia, è un dolore vedere un figlio che non trova una sua dimensione. Io spero che nessuno di un certa tv si nutra di questo gossip. La mia è una tragedia, se deve diventare pubblica che sia un messaggio per i genitori che come me vivono questo dramma: arrivati a questo punto di non ritorno denunciate per salvare i vostri figli”.

La Mirigliani spiega: “Io ho dovuto denunciare Nicola per salvarlo, è pieno di mamme che sono costrette a farlo. Non avevo scelta. Non abbiamo scelta. Sono stata sola in una battaglia più grande di me. Ho sperato tanto in un bel finale, è stato in questi 12 anni il più grande sogno della mia vita. Chissà che questa, nel dolore più atroce, non sia una svolta”,

Il figlio Nicola però racconta la sua versione dei fatti a TPI: “Mia madre mi ha cacciato di casa, dicendo di farmi la mia vita. Ma lei non lo può fare, per legge mi deve mantenere fino ai 34 anni, non può lasciarmi così e io le farò una denuncia civile. Ora lei mi ha fatto tre denunce e ha chiesto a tutti quelli che mi conoscono di non aiutarmi. Io non nascondo i miei problemi con la droga, sono cominciati a 18 anni, adesso ne ho 31, in passato ho fatto qualche furtarello a casa, ma sono un bravo ragazzo e ora sono pulito. Venerdì sarò sentito dal giudice, spero mi toglieranno questo braccialetto. Mia madre ha fatto la cosa più brutta che si può fare a un figlio e voglio renderla pubblica, è imperdonabile”.

La madre però spiega perché ha dovuto denunciarlo: “Lui vuole che io lo mantenga a vita con i suoi vizi ma non lo accetto più, mio figlio deve stare bene e costruirsi un futuro. Questo magistrato ha capito la situazione insostenibile e ha attivato il codice rosso. A me è dispiaciuto del braccialetto elettronico, ma erano pressioni continue con urla e richieste di soldi, sono dodici anni che Nicola mi ruba a casa. Io e il padre siamo disperati, è la battaglia più devastante che abbia mai fatto”.

E poi conclude spiegando che ogni volta che lo porta in comunità, lui ne esce non guarito: “Ora il magistrato ha preso questa decisione ma con umanità, per aiutarlo, e io ho detto a Nicola: porta pazienza, vai da tuo papà a Trento, avrai un lavoro, sarai aiutato, ti toglieranno il braccialetto. Certo è che se non si cura, non gli do una lira. Ci faremo la guerra, non importa. Mi spiace che abbia chiamato i giornali perché ora questa è un’etichetta che mio figlio si porterà dietro per la vita”.

(Fonte TPI e Fanpage)