Pedaggio su Gra Roma, Salerno-Reggio Calabria e…? Anas e l’ipotesi tassa

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 luglio 2015 9:11 | Ultimo aggiornamento: 24 luglio 2015 9:11
Pedaggio su Gra Roma, Salerno-Reggio Calabria e...? Anas e l'ipotesi tassa

Pedaggio su Gra Roma, Salerno-Reggio Calabria e…? Anas e l’ipotesi tassa (foto Ansa)

ROMA – Nuova tassa sulle strade? E’ l’ultima voce che si sta diffondendo dopo le parole del presidente e amministratore delegato di Anas, Gianni Armani. Cosa ha detto Armani? Ha proposto che per finanziare la manutenzione delle strade sia introdotta una tariffa per l’utilizzo di alcune infrastrutture. In modo da non gravare sul bilancio dello Stato. Poi si è affannato a precisare che “non si tratterà di un nuovo pedaggio”. Ma se dice tariffa sulle strade… Le parole di Armani sono passate un po’ sotto traccia sui grandi giornali, ma alcuni siti hanno tirato fuori una vecchia proposta della Lega Nord (relativa alla Legge di Stabilità 2014): il pedaggio per il Grande Raccordo Anulare di Roma, l’autostrada Roma-Fiumicino, la Salerno-Reggio Calabria, la Palermo-Catania e la Torino-Caselle.

Ovviamente non c’è niente di ufficiale e confermato, ma un indizio potrebbe essere trovato nelle parole di Armani, che ha spiegato come Anas ha già pronto anche il piano di sviluppo che prevede investimenti di oltre 20 miliardi di euro da qui al 2019, cifra entro cui rientrano nuove opere e il completamento di quelle storiche come la Salerno-Reggio Calabria ma anche il potenziamento di altre come la Palermo-Catania o l’itinerario Orte-Mestre.

Armani ha tracciato la strategia dell’azienda pubblica stradale, al lavoro con il Governo per la definizione di una tariffa stradale che, sull’esempio di altri servizi pubblici come luce e gas ma anche aeroporti, permetterà alla società di programmare gli investimenti in un arco pluriennale senza pesare sul debito pubblico. Dopo la profonda riorganizzazione interna disegnata nei giorni scorsi si affronta ora il nodo economico del funzionamento del gestore della rete stradale: questo sistema sostanzialmente permetterà allo Stato di non pagare più le opere in conto capitale ma di remunerare una tariffa per l’utilizzo di infrastrutture realizzate grazie a risorse reperite sul mercato dei capitali.