Pedofilia, lo stupore di chi conosceva il sacerdote di Lodi arrestato per abusi

Pubblicato il 26 maggio 2010 19:03 | Ultimo aggiornamento: 26 maggio 2010 19:48

don Domenico Pezzini

In attesa che don Domenico Pezzini racconti venerdì 28 maggio la sua verità al giudice per le indagini preliminari, oggi è stato il giorno della riflessione tra chi conosce il sacerdote arrestato con l’accusa di aver avuto rapporti sessuali con una ragazzo straniero di 13 anni.

Il vescovo di Lodi, monsignor Giuseppe Merisi, alla cui diocesi don Pezzini appartiene anche se non ha mai avuto alcun incarico, si dice “amareggiato” per la notizia del suo arresto che “ci ha colto completamente di sorpresa”. Alla vicenda, ha spiegato, “guarderemo nella naturale fiducia verso la magistratura civile”.

“Don Pezzini – ha specificato monsignor Merisi -, ordinato a Lodi, vive fuori dalla diocesi dal 1968” e “risiede e opera a Milano da oltre quarant’anni e non ha incarichi nella nostra diocesi di Lodi. Nonostante ciò siamo in attesa di conoscere qualche dettaglio in più che ci aiuti a chiarire le dimensioni della vicenda, che comunque guarderemo con il rispetto rigoroso delle norme canoniche, nella naturale fiducia verso la magistratura civile”.

I componenti de ‘Il Guado’, il gruppo di ricerca su fede e omosessualità del quale don Domenico Pezzini era stato fondatore, esprimono “incredulità” dopo aver appreso del suo arresto. In un messaggio riportato sul sito del gruppo raccontano che “la prima reazione che proviamo è quella dell’incredulità. Se infatti è vero che le nostre strade si sono separate più di venticinque anni fa è anche vero che la nostra stima nei suoi confronti è ancora grande: di lui apprezziamo il lavoro instancabile che ha fatto con centinaia di omosessuali credenti che ha aiutato a conservare la fede”.

Gli esponenti de Il Guado ricordano i “ripetuti interventi con cui ha saputo affrontare il tema dell’ omosessualità declinando in maniera esemplare la fedeltà al Vangelo e il rispetto per le persone che la vivono in prima persona” e “i numerosi libri di spiritualità che l’hanno fatto diventare un conferenziere molto apprezzato non solo nella chiesa italiana, ma anche fuori d’Italia”.

“La notizia che una persona che gode della nostra stima è stata arrestata con un’accusa grave – concludono – ci lascia quindi increduli e frastornati. Facciamo fatica a pensare a lui come al responsabile di un reato così odioso e così vigliacco come quello di cui viene accusato. In attesa di conoscere la verità su questa vicenda dolorosa crediamo che la prima cosa che dobbiamo fare è quella di pregare nella speranza che si tratti comunque di un grosso equivoco”.