Ped***rnografia, si scambiavano in chat foto e video di abusi su minori: tre arresti

di Redazione Blitz
Pubblicato il 10 Ottobre 2020 16:39 | Ultimo aggiornamento: 10 Ottobre 2020 16:39
Ped***rnografia online arresti

Ped***rnografia, si scambiavano in chat foto e video di abusi su minori: tre arresti (foto ANSA)

Venti persone denunciate, tre delle quali arrestate in flagranza per detenzione e divulgazione di materiale ped***rnografico e istigazione a pratiche di ped*filia.

E’ il bilancio dell’operazione “Scacco matto” contro la ped***rnografia online – video e foto scambiate in chat – condotta dalla Polizia in diverse regioni italiane e coordinata dalla Procura distrettuale di Catania.

Perquisizioni e sequestri a Bolzano, Brescia, Catania, Chieti, Como, Lecco, Milano, Napoli, Parma, Pisa, Roma, Savona, Sassari, Torino, Treviso e Varese oltre che in altre città straniere.

Ped***rnografia, video e foto online: l’indagine

L’indagine è frutto di una lunga attività sotto copertura.

Gli indagati, secondo le indagini, utilizzavano sistemi di anonimi come Tor e Vpn e servizi di messaggistica crittografata per scambiarsi tra loro foto e video di natura pedop*rnografica.

Il tutto veniva catalogato in base a criteri di età, sess* ed etnia, con contenuti di abusi su minori, anche neonati, alcuni dei quali vittime di pratiche di sadismo.

In diverse occasioni condividevano racconti di loro esperienze sessuali con minorenni.

Durante le indagini agenti della Polizia Postale di Catania e del Centro Nazionale di contrasto alla Ped*filia online, grazie ad una meticolosa ricerca, raccolta e analisi di dati, sono riusciti anche a localizzare alcuni dei luoghi degli abusi e a identificare tre vittime.

Arrestato anche un carabiniere

C’è anche un esponente delle forze dell’ordine tra i tre arrestati in flagranza di reato.

E’ un carabiniere in servizio nel capoluogo campano a cui la Procura distrettuale di Catania contesta anche il peculato: secondo l’accusa avrebbe utilizzato utenze della pubblica amministrazione per connettersi online per commettere attività illegali. (fonte ANSA)