Penati, Binasco, Rovati e il giallo della doppia caparra

Pubblicato il 9 Settembre 2011 13:00 | Ultimo aggiornamento: 9 Settembre 2011 13:00

MILANO – Da un lato c’è una caparra concessa da Bruno Binasco all’imprenditore Paolo di Caterina con scadenza il 31 dicembre 2010. Dall’altro lato c’è un’altra caparra, con lo stesso concessore e  stessa data di scadenza. Dall’altra parte, però, non c’è l’imprenditore che secondo le accuse a Filippo Penati avrebbe ottenuto la falsa caparra come pagamento di tangenti versate ma Angelo Rovati, ex consulente economico di Romano Prodi ai tempi del centrosinistra al governo.

A riportare la curiosa coincidenza, sul Corriere della Sera, sono Luigi Ferrarella e Giuseppe Guastella. I due si fanno una domanda che definiscono ovvia: “Si tratta della stessa caparra?”. Se così fosse, infatti, significherebbe che la questione Binasco-Penati-Di Caterina era nota anche a qualche altro esponente del centrosinistra.

Ai giornalisti, però, Rovati dà una spiegazione completamente diversa: “Non si tratta della stessa caparra, non so neppure chi sia Di Caterina. Ho venduto a una società del gruppo Gavio, di cui Binasco è esecutore, un immobile appartenente alla mia finanziaria, 800 mq nel centro di Bologna dove c’è un ristorante”.  E nella trattativa c’è “una caparra che Binasco mi ha rilasciato al momento del compromesso con scadenza 31 dicembre 2010”. Una coincidenza, quindi. Con la differenza sostanziale, precisa Rovati, che l’acquisto che lo riguarda è stato alla fine esercitato e che, a differenza di quanto accaduto secondo gli investigatori nell’affare Binasco – Di Caterina, l’acquisto dell’immobile è stato completato e che la caparra non è andata persa.

Il Corriere riporta anche l’intercettazione telefonica di Rovati e Binasco in cui si parla della caparra. Intercettazione che avrebbe spinto gli inquirenti, scrive il Corriere, a tenere per un periodo sotto controllo il telefono di Rovati. Di contatti con Di Caterina, però, neanche l’ombra.

L’intercettazione:

Rovati : «Ti volevo dire una cosa, che sennò mi dimentico sempre di chiedertelo».
Binasco : «Dimmi».
Rovati : «Il compromesso dell’immobile scade il 31 dicembre».
Binasco : «Sì, e va a chiusura».
Rovati : «Ecco per la chiusura allora, eh…facciamo il rogito prima del 31?».
Binasco : «No, ma lì non c’era il rogito, perdevamo caparra o no eh? Chiedo scusa».
Rovati : «E no, sì ho capito! Puoi avere le due opzioni, vabbé quando ci vediamo ne parliamo».