Pensione della mamma morta più reddito cittadinanza, ad Agropoli la furbetta al quadrato

di Redazione Blitz
Pubblicato il 11 Novembre 2019 15:03 | Ultimo aggiornamento: 11 Novembre 2019 15:59
inps foto ansa

Una sede dell’Inps (Ansa)

ROMA – Pensione della mamma morta, morta da sei anni. Ma la signora di Agropoli ogni mese si metteva in tasca 1.200 euro netti, la pensione della mamma morta. Come niente fosse, come fosse un’eredità, la figlia portava a casa la pensione da quando aveva 50 anni. Non la sua di pensione, quella della mamma.

Pensione della mamma morta, in sei anni nessuno della Anagrafe competente per la zona, nessun funzionario o impiegato aveva trovato la voglia, il tempo, una ragione o un motivo per fare quello che sarebbe il minimo sindacale lavorando all’Anagrafe. Nessuno aveva comunicato all’Inps di quella morte. Così l’Inps continuava a pagare la pensione. Di certo ora quelli che non hanno comunicato spiegheranno che proprio, insomma, non competeva, anche se, comunque, manca il personale, la carta, piove forte…

Alibi, scuse per quella che è di fatto una complicità di sistema. L’alibi della inefficienza e mancanza di risorse a copertura dello scarso incentivo sociale e culturale a fare il minimo dovuto. Impedire che si bari con le pensioni di parenti defunti non porta popolarità, non ti fai amici. E poi i soldi dell’Inps di chi sono? Di nessuno, e allora…

Ma la signora di Agropoli che per sei anni si è presa la pensione della mamma morta non si è fermata qui. D’altra parte 1.200 netti sono dalle parti di Agropoli un reddito certo e discreto, ci si sopravvive ma è meglio, se possibile, allargarsi. E come si fa ad allargare i 1.200 netti al mese? Passano gli anni da quando mamma è morta nel 2013, la pensione corre e arriva nel 2018 la soluzione, la chiave per allargare: il Reddito di cittadinanza. La signora di Agropoli fa domanda e l’Inps risponde sì. La pensione è intestata ad altra persona, la signora risulta quindi indigente. Risultato finale: 260 al mese di Reddito Cittadinanza e fa 1.460 euro netti al mese. Adesso sì che siamo: 1.200 dalla pensione della mamma morta e 260 dal reddito di cittadinanza ottenuto perché non risultava la signora avesse reddito.

Adesso sì che ci siamo, infatti la signora aveva un’auto e un immobile, come risulta da atto di sequestro intervenuto dopo che Guardia di Finanza ha scoperchiato il tutto. Quale immobile, quello dove la signora risiede o altro ancora? Non è chiaro, si saprà. Quel che si comincia a sapere con buona precisione è che i controlli Inps su reddito cittadinanza vedono sfuggire alle rigide maglie i proprietari di Porsche, le figlie di mamma morta che incassano la pensione della defunta da sei anni…

Resta, immaginiamo, la delusione ora cocente della signora di Agropoli. Aveva messo in piedi e in tasca quasi 1.500 al mese, si era arrangiata e adattata alla grande, doppio e audace colpo all’Inps. Una furbetta al quadrato, una furbetta del welfarino.  

(Video Agenzia Vista /Alexander Jakhnagiev)