Pensioni: tre mesi in più per averle, 3-4% in meno in busta

Pubblicato il 8 ottobre 2012 11:20 | Ultimo aggiornamento: 8 ottobre 2012 12:52

ROMA – Dal 2013 pensioni più lontane e anche più avare. Le novità entreranno in vigore da gennaio prossimo, ossia con l’agganciamento alle speranze di vita. In sostanza dal momento che la speranza di vita si allunga i coefficienti di calcolo caleranno mediamente del 3 per cento e bisognerà lavorare 3 mesi di più. La prima novità riguarda i coefficienti di trasformazione, ovvero le percentuali che applicate alla somma dei contributi accantonati (il cosiddetto “montante”) determinano la pensione. Così, ad esempio, per ogni 100mila euro di montante una persona di 65 anni riceverà 5440 euro l’anno, mentre oggi ne riceverebbe 5620. Mentre nel 2009 avrebbe avuto diritto a 6140. Con un coefficiente di trasformazione in rendita passato dal 6,14% originario al 5,62% attuale al 5,44% del 2013. In totale, una differenza 2012-2013 di -3,3%.

La pensione poi arriverà più tardi: dal primo gennaio 2013 un dipendente potrà andare in pensione a 66 anni e 3 mesi per avere l’assegno di vecchiaia, mentre fino al 31 dicembre prossimo gli bastano 66 anni precisi. Una lavoratrice dipendente dovrà aspettare i 62 anni e 3 mesi. Per quelle di anzianità serviranno 42 anni e 5 mesi contro gli attuali 42 anni e un mese (un anno in meno per le donne).

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