Scomparso 20 anni fa, poi ritrovato. Muore prima di tornare in Italia

Pubblicato il 15 settembre 2012 20:56 | Ultimo aggiornamento: 15 settembre 2012 20:58

CAMPOBASSO – Era scomparso per 20 anni, è morto proprio quando doveva tornare a casa. E’ questo il tragico epilogo della storia di Peppino Carosella, una storia venuta alla ribalta un anno fa.

L’uomo e’ morto la notte scorsa in ospedale a Johannesburg proprio quando da poche ore erano finalmente pronti tutti i documenti per consentirgli di rientrare a Trivento (Campobasso), il suo paese natale.

Ha dell’incredibile la storia di questo anziano di 71 anni: aveva lasciato l’Italia molti anni fa per recarsi in Sudafrica, cosi’ come fatto da altri suoi compaesani in cerca di fortuna. A Trivento aveva lasciato il fratello e la madre con cui aveva mantenuto i contatti fino al 1991, quando poi interruppe ogni comunicazione: non solo con i famigliari, ma anche con un altro molisano, sempre di Trivento, Luigi D’Ovidio, emigrato come lui in Sudafrica dove ha messo in piedi un impero nel settore dei motori e delle auto.

D’Ovidio, che a Johannesburg vanta amicizie “importanti”, si fece in quattro per ritrovare l’amico. Vennero attivate le forze dell’ordine, interessati i giornali e i mezzi di comunicazione. La stessa cosa accadde in Italia con l’interessamento della diplomazia, ma senza alcun esito. Tutti cosi’ si convinsero che Peppino Carosella era morto.

Questo fino al 14 novembre dello scorso anno quando l’anziano, che quel giorno si trovava in un paese non lontano da Johannesburg, dopo avere vagabondato vent’anni, confuso, per il continente nero, senza piu’ documenti e soldi, vede passare in strada, un camion con la scritta ”Trivento”, il nome del suo paese.

Sotto c’era un indirizzo, quello della ditta di proprieta’ dell’amico di un tempo, Luigi D’Ovidio. Carosella vede il nome del suo paese e la sua mente torna indietro nel tempo: sale su un treno e si presenta alla porta dell’azienda di D’Ovidio. Quando quest’ultimo gli chiede che fine aveva fatto lui risponde di aver vagato per l’Africa privo di passaporto, perso anni addietro.

E’ stato proprio D’Ovidio da quel momento a prendersi cura di lui, interessando anche la diplomazia sudafricana e italiana per fargli ottenere nuovi documenti e consentirgli cosi’ di poter finalmente tornare a casa, a Trivento. Solo da qualche giorno tutto era pronto, tutto era sistemato per quel viaggio tanto atteso, ma e’ il destino a dettare l’ennesimo colpo di scena a questa storia incredibile. Carosella sta poco bene, se ne accorgono i dipendenti e i familiari di Luigi D’Ovidio – che in questi giorni si trova in Itaia – e decidono di portarlo in ospedale. Tutto inutile. Peppino non potra’ piu’ rivedere il suo paese, come tanto desiderava.

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