Per il magistrato romano Achille Toro indagato, l’inchiesta sulla Protezione civile si sposta a Perugia.

Pubblicato il 17 Febbraio 2010 14:22 | Ultimo aggiornamento: 17 Febbraio 2010 14:23

Achille Toro

 

C’è anche un magistrato della Procura della Repubblica di Roma tra gli indagati nello scandalo della Protezione civile: è il procuratore aggiunto Achille Toro, finito sotto inchiesta per violazione del segreto istruttorio e rivelazione di segreto d’ufficio.  

L’inchiesta farebbe riferimento a una informazione passata a un imprenditore dal figlio del magistrato, Camillo. Ha detto il procuratore Toro: “Dipendesse da me, mollerei tutto. Ma in questa vicenda è coinvolto mio figlio e allora devo rimanere in magistratura e prepararmi in vista del processo per dimostrare che sono accuse assurde”.  

Achille Toro aveva le lacrime agli occhi quando si è sfogato con i giornalisti: sarà stato per la forte commozione o per la rabbia per avere dovuto restituire la delega, nell’ambito della Procura di Roma per i reati contro la pubblica amministrazione .  

“Non ho violato nessun segreto. Mi difenderò nelle sedi opportune”. Con queste parole Toro si è difeso parlando al telefono con il procuratore capo Giovanni Ferrara dopo aver appreso della sua iscrizione nel registro degli indagati. Toro ha chiesto a Ferrara di essere sollevato dal coordinamento dell’inchiesta romana sulla gestione degli appalti relativi ai cosiddetti “grandi eventi”.  

Ha detto  ancora Toro: “Non avevo segreti da rivelare. Né io né mio figlio abbiamo mai conosciuto Angelo Balducci e Diego Anemone, tantomeno abbiamo avuto contatti con loro tramite altre persone. Bertolaso l’ho visto solo una volta in una occasione ufficiale. I colleghi di Firenze saranno stati scrupolosi, ma il dolore adesso è tanto”.  

E ha aggiunto: “Posso dire la sola persona che conosce mio figlio è l’avvocato Edgardo Azzopardi [il cui colloquio con uno degli indagati ha determinato il coinvolgimento di Toro e del figlio Camillo nell’inchiesta di Firenze] sul quale non voglio dire nulla”. Entrambi i Toro sono indagati per rivelazione del segreto d’ufficio e a Camillo Toro è contestato anche il favoreggiamento personale.  

Per questo l’inchiesta sul filone romano dello scandalo è passata nelle mani dei pm di Perugia, che dovranno giudicare eventuali reati commessi da magistrati romani. Toro, che era capo del pool di pm romani impegnato a indagare sui reati contro la pubblica amministrazione, ha lasciato l’incarico.  Nei giorni scorsi i magistrati romani, dopo un primo esame delle carte, avevano ipotizzato una competenza della procura umbra per la sola posizione di Toro. Ma alla fine l’inchiesta è stata trasferita a Perugia.  

Nel 2009 Toro chiese l’archiviazione dell’indagine relativa alle presunte irregolarità sui voli di Stato che riguardavano Berlusconi: l’inchiesta doveva verificare il presidente del Consiglio utilizzò in maniera scorretta gli aerei di Stato per trasportare persone a Villa Certosa per motivi personali. Berlusconi fu indagato prima per abuso d’ufficio e poi per peculato, ma alla fine la Procura nonvi riscontr.ònulla di grave.  

Nel 2006 Achille Toro aveva rinunciato all’inchiesta sulla scalata ad Antonveneta: il sostituto procuratore fu accusato di aver rivelato al giudice Francesco Castellano, amico del numero uno di Unipol Giovanni Consorte, che il Banco di Bilbao aveva presentato un esposto contro Unipol e che Consorte era stato iscritto nel registro degli indagati della Procura di Roma. La vicenda poi venne archiviata.  

Nel 2003  Toro si era occupato di un’inchiesta sulla sezione fallimentare del Tribunale di Roma, ma poi lasciò l’incarico per andare a coprire l’incarico di capo di gabinetto del ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, del Pd. 

Toro è anche il giudice che sequestrò l’archivio Genchi nell’ambito dell’inchiesta “Why Not”, condotta dalla procura di Catanzaro. Toro aveva contatti con Giancarlo Elia Valori: Elia Valori era socio di Caltagirone, sul quale l’ufficio di Toro stava indagando. Valori appariva legato anche a Ricucci e Geronzi, sui quali Toro stava indagando. Ma soprattutto da quella vicenda emerse che Toro aveva avuto contatti frequenti con Giancarlo Pittelli: Pittelli, parlamentare di Forza Italia, era tra i principali inquisiti dal pool guidato da De Magistris. Sul sequestro sia Genchi sia esponenti della politica e del giornalismo a lui vicini, avevano avuto molto da ridire.