Cronaca Italia

Perugia, dipendente del Comune si assenta senza permesso: sospesa 5 mesi, stipendio dimezzato

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Perugia, dipendente del Comune si assenta senza permesso: sospesa 5 mesi, stipendio dimezzato

PERUGIA – Si è assentata dal lavoro senza l’autorizzazione del suo dirigente. Il risultato per una dipendente del Comune di Perugia è stata la sospensione per 5 mesi e lo stipendio dimezzato, come previsto dalla Legge Madia. Si tratta della prima volta che il provvedimento viene applicato a Palazzo dei Priori, dove la donna si era allontanata serva far vidimare i suoi spostamenti sul cartellini.

Michele Nucci sul quotidiano La Nazione scrive che in un primo momento la dipendente del Comune avrebbe rischiato il licenziamento, come previsto dalla Legge Madia per la Pubblica amministrazione, per essere stata sorpresa a prendere un caffè al bar fuori dall’ufficio e senza aver segnalato la cosa:

“La vicenda è stata poi meglio ricostruita dalla Commissione disciplinare che ha deciso una sanzione meno pesante è vero, ma altrettanto severa. La motivazione dell’allontamento dal posto di lavoro non sarebbe insomma soltanto quella legata al caffè. In Comune bocche cucite sulla vicenda (che è accaduta circa un mese fa): l’unica certezza che arriva da fonti ufficiali è che il provvedimento di sospensione è stato già adottato.

Le norme sui dipendenti pubblici prevedono infatti che ogni qualvolta che un dipendente esce dall’ufficio deve essere autorizzato. A sua disposizione ha un blocchetto, il cosidetto Adol, nel quale viene specificata la motivazione e l’orario con tanto di firma del dirigente stesso: può uscire temporaneamente per esigenze personali, di servizio o per formazione ad esempio. Una volta che il dipendente ha l’ok dal funzionario, timbra il cartellino sia quando esce che quando rientra e indica sempre nel blocchetto Adol l’avvenuto rientro. A quanto pare però la procedura non sarebbe stata eseguita con regolarità e per questo è scattato il severo procedimento disciplinare. Va sottolineata anche la rapidità del provvedimento, anch’essa giustificata dalla Legge Madìa, che prevede tempi molto brevi. Senza contare che le nuove regole valgono anche per i dirigenti pubblici che, venuti a conoscenza di un episodio di assenteismo, non fanno subito partire il meccanismo disciplinare”.

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