Perugia: espulsa colf marocchina, inneggiava a jihad su Facebook

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Settembre 2016 12:04 | Ultimo aggiornamento: 24 Settembre 2016 12:04
Perugia: espulsa colf marocchina, inneggiava a jihad su Facebook

Perugia: espulsa colf marocchina, inneggiava a jihad su Facebook

PERUGIA – Espulsa una marocchina a Perugia: è accusata di essere fiancheggiatrice di terroristi islamici. Si stava istruendo sul web da “lupo solitario” vicina all’ideologia dell’Isis quando è stata bloccata dalla polizia di Perugia, la collaboratrice domestica marocchina di 44 anni rimpatriata. E’ il quadro delineato nell’indagine condotta dalla digos del capoluogo umbro. E secondo gli investigatori non si può escludere che la donna avrebbe potuto un domani agire.

La donna, di origine marocchina ma da anni residente regolarmente a Perugia, è stata individuata grazie alla “presenza” della polizia sul territorio. Dagli accertamenti è emerso che la sua radicalizzazione era cominciata comunque da poco. Apparentemente irreprensibile, la colf – sempre secondo l’indagine – in realtà su internet si stava indottrinando da autodidatta, leggendo e guardando video su come costruire ordigni rudimentali, filmati con violenze nei confronti di “miscredenti”, alcuni dei quali definiti molto violenti perché coinvolgono bambini.

La collaboratrice domestica frequentava almeno tre famiglie perugine dove svolgeva il suo lavoro di colf. Tutte risultate ignare della sua ideologia. All’oscuro della radicalizzazione anche le due donne straniere che con lei condividevano un appartamentino a Perugia. L’indagine è stata coordinata dalla procura di Perugia che ha indagato la donna per fatti di terrorismo. I magistrati comunque hanno dato il loro nulla osta all’espulsione e ieri la marocchina è stata rimpatriata con un volo da Fiumicino a Casablanca.

Era da anni residente a Perugia e in regola con le norme sul soggiorno la marocchina di 44 anni espulsa e rimpatriata dopo che su Facebook aveva espresso “piena adesione ideologica alla jihad”. Sulla vicenda la questura del capoluogo umbro mantiene il riserbo. Secondo indiscrezioni la straniera lavorava come collaboratrice domestica. A lei la polizia è arrivata nell’ambito di un’indagine in corso da qualche mese.