Perugia/ Omicidio Meredith: “Il coltello di Raffaele Sollecito non è l’arma del delitto”. Parla in aula Carlo Torre, consulente di Amanda Knox

Pubblicato il 6 Luglio 2009 18:30 | Ultimo aggiornamento: 6 Luglio 2009 18:30

Si infittisce il giallo di Perugia. Il coltello che la polizia considera l’arma del delitto sarebbe incompatibile con le ferite riportate da Meredith Kercher. La studentessa inglese sarebbe stata ammazzata con una lama lunga 8 centimetri e larga 1 e mezzo, mentre il coltello di Raffaele Sollecito è lungo 17 centimetri e mezzo. A rivelarlo oggi in aula è stato Carlo Torre, medico legale consulente della difesa di Amanda Knox, imputata insieme con Raffaele Sollecito al processo in corso davanti alla Corte d’Assise di Perugia per l’omicidio di Mez.

La ragazza sarebbe stata colpita frontalmente, per cui si esclude un’azione di gruppo. Meredith inoltre, secondo il consulente, non portava il reggiseno ed era sdraiata quando è stata uccisa. L’assassino avrebbe tagliato la gola delle ragazza provocandole una ferita talmente profonda da non poterle permettere di urlare, come invece era stato ipotizzato precedentemente.