Pesa 180 chili e muore: bara troppo grande, niente loculo né cremazione: sepolto sotto terra contro la sua volontà

Verona, pesa180 chili e muore a 51 anni: niente loculo né cremazione, la bara è troppo grande: sepolto sotto terra contro la sua volontà

di Lorenzo Briotti
Pubblicato il 14 Agosto 2022 - 15:28
bara foto ansa

Verona, pesa180 chili e muore a 51 anni: niente loculo né cremazione, la bara è troppo grande: sepolto sotto terra contro la sua volontà (foto Ansa)

A fine giugno, un uomo obeso di 51 anni è morto a causa di un cancro al colon. Pesava 180 chili e non è stato possibile mettere il suo corpo in un loculo o cremarlo perché “fuori misura”. Questa storia arriva da Verona. Il 51enne di professione faceva il cuoco. Per anni ha dovuto lottare contro varie patologie: diabete, ipertensione arteriosa e insufficienza renale fino al cancro scoperto per caso. Ed anche contro lo stigma di molti.

Pesa 180 chili e muore: non lo possono cremare, il suo corpo è “fuori misura”

“Per me non è concepibile che una persona nelle condizioni di mio marito non possa scegliere l’addio che vorrebbe. Stiamo abbattendo le barriere di discriminazione di tanti gruppi di persone e non abbiamo alcun riguardo per i sovrappeso, nemmeno per quanto concerne le ultime volontà” spiega la moglie.

L’uomo si è spento il 25 giugno. Avrebbe dovuto sottoporsi a un intervento per la riduzione della dimensione dello stomaco. Durante gli accertamenti ha però scoperto un tumore al colon in fase avanzata. È stato ricoverato a Verona dove “è stato seguito con cura e dedizione”. A causa di una broncopolmonite è dimagrito rapidamente di 30 chili ma il tumore non gli ha lasciato scampo. Spiega la moglie: “Negli ultimi giorni aveva capito: mi ha lasciato prescrizioni precise per l’ultimo addio. Non voleva il funerale religioso, ma un commiato al cimitero. Desiderava essere sepolto in un loculo nel cimitero di Ca’ di David dove riposano i suoi genitori”.

Cremazione impossibile: la bara non entrava nel forno

Dopo il decesso del marito, la vedova si è rivolta ai servizi funebri. Qui è iniziata quella che descrive come una vera umiliazione. A l’Arena, la donna ha spiegato: “Non abbiamo potuto scegliere il feretro adatto a contenere la salma”. Il feretro era infatti di “un solo tipo, in legno chiaro oppure scuro, e il prezzo era esorbitante”.

E ancora: “Mio cognato è andato al cimitero a scegliere un loculo ma l’hanno bloccato. Una bara con quelle misure non ci sarebbe entrata”. La donna ha quindi pensato alla cremazione nella convinzione che un’urna cineraria sarebbe entrata nel loculo. Anche in questo caso è rimasta però delusa: “Ci hanno spiegato che la porta del forno crematorio è troppo piccola per una cassa così grande; dovevamo accontentarci della sepoltura a terra”. I familiari alla fine non hanno avuto nessuna scelta. L’uomo è stato tumulato sotto terra contro la sua volontà.