Pescara, 49enne arrestato per pedopornografia: tra le foto nel pc anche quelle di Yara Gambirasio

di Redazione Blitz
Pubblicato il 28 giugno 2018 19:15 | Ultimo aggiornamento: 28 giugno 2018 19:15
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Pescara, 49enne arrestato per pedopornografia: tra le foto nel pc anche quelle di Yara Gambirasio

PESCARA – C’erano anche foto ‘innocenti’ dei suoi allievi e perfino alcune immagini, scaricate dal web, di Yara Gambirasio tra i file trovati sul computer di un uomo arrestato oggi, 28 giugno, dagli agenti del Compartimento Polizia Postale [App di Blitzquotidiano, gratis, clicca qui,- Ladyblitz clicca qui –Cronaca Oggi, App on Google Play] e delle Comunicazioni Abruzzo di Pescara perché trovato in possesso di una ingente quantità di materiale pedopornografico.

Ai domiciliari, in esecuzione della relativa ordinanza, è finito un 49enne residente in un centro del litorale abruzzese che, oltre a dare lezioni private, insegnava in una scuola di musica di un comune del Pescarese. Su hard disk e supporti informatici, gli agenti della Polpost, diretti dal vicequestore Elisabetta Narciso, hanno trovato circa 5.600 video e 130mila immagini pornografiche, di cui 1.075 pedopornografiche. Trovate inoltre delle foto di alcuni allievi dell’uomo.

Al momento della perquisizione è emerso che l’insegnante aveva eseguito dei backup e compresso i dati, ma gli accertamenti della Polpost hanno comunque consentito di recuperare il materiale. Emerse inoltre numerose conversazioni su Skype con altri soggetti con cui l’uomo si scambiava immagini e video pedopornografici.

Gli accertamenti nei confronti del 49enne erano scattati a dicembre, nell’ambito di una più ampia indagine partita da Milano. La misura restrittiva – emessa dal gip dell’Aquila Guendalina Buccella su richiesta del sostituto procuratore Roberta D’Avolio – si è resa necessaria per la spiccata inclinazione pedofila e per l’attività lavorativa dell’uomo, costantemente a contatto con minori. Il 49enne ha l’obbligo di non avere contatti telefonici o telematici con persone diverse dai familiari conviventi. Le indagini proseguono, anche per svolgere accertamenti sulla sua rete di contatti.

I dettagli dell’operazione sono stati illustrati oggi nella sede del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Abruzzo di Pescara. Presenti, oltre al comandante del Compartimento, Elisabetta Narciso, la responsabile del Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia on-line presso il Servizio di Polizia postale e delle comunicazioni, Elvira D’Amato, il responsabile della sezione Cybercrime della Polpost di Pescara, Angelo Mastronardi, e il vicecommissario Manuela Caruli del settore operativo del Compartimento.

Il profilo dell’uomo, è stato spiegato, analizzando il materiale pedopornografico di cui era in possesso e il tenore delle conversazioni online, si presentava estremamente allarmante. Proprio per questo, considerando il tipo di attività lavorativa che svolgeva, è stata chiesta la misura restrittiva, così da interrompere ogni rapporto con i minori. Al 49enne, che vive con i fratelli, sono stati sequestrati tutti i supporti informatici, tra cui computer, tablet, smartphone ed hard disk. L’uomo, per non essere scoperto, aveva archiviato e criptato i file, ma grazie all’attività tecnica della Polpost il materiale è stato recuperato.

All’attenzione degli investigatori c’è ora la rete di contatti dell’uomo: si lavora a partire dalle conversazioni in cui, attraverso Skype, il 49enne scambiava con altri utenti foto e video pedopornografici. “Si tratta di un’operazione particolarmente virtuosa – commenta D’Amato – perché ci dà prova di come l’inchiesta sia arrivata in tempo. Nel nostro lavoro è importante far caso ai segnali e all’evoluzione dei comportamenti. I pedopornografi non sempre sono pedofili, ma dalla pedopornografia può comunque esserci un’evoluzione. La professionalità che l’uomo esercitava e il contatto costante con i minori sono stati motivo di grande allarme. Le immagini di rilievo trovate nel materiale sequestrato verranno inviate alla banca dati dell’Interpol, nell’ambito della nostra attività quotidiana finalizzata a costruire una rete virtuosa di contrasto a questi fenomeni”.