Pescasseroli. Giorgio Ferni, il padre della bimba di 2 mesi morta: “Mi hanno detto che in galera non ci vado”

di redazione Blitz
Pubblicato il 23 gennaio 2018 11:19 | Ultimo aggiornamento: 23 gennaio 2018 11:20

Giorgio-Ferni-padre-PescasseroliL’AQUILA – “Volevo bene a Gaia, è stato un incidente”. A parlare è Giorgio Armando Ferni, il papà di Pescasseroli indagato per la morte della figlia, di 2 mesi appena. Per quattro giorni ha nascosto quel segreto inconfessabile: la piccola è scivolata dalle sue braccia mentre lui le dava il biberon. Ha avuto paura delle reazioni della sua famiglia, ha detto al sostituto procuratore di Avezzano, per questo non ha detto nulla fino a quando l’autopsia non ha rivelato la terribile realtà: emorragia cerebrale da possibile caduta.

Al quotidiano Il Centro, il giovane padre racconta di quella tragica mattina di mercoledì 17 gennaio, quando era solo in casa con la sua bambina. L’incidente sul quale la procura sta indagando si sarebbe verificato intorno alle 10.

“Ero in casa, in camera da letto e come altre volte stavo dando da mangiare a mia figlia. Spesso la mettevo sul letto e la allattavo. Quel giorno no. La tenevo con il braccio sinistro e stavo prendendo il biberon dal comodino quando lei, all’improvviso, ha fatto uno scatto all’indietro e mi è scivolata dalle mani. Non ho fatto in tempo a riprenderla. È caduta e ha sbattuto la testa. Ha iniziato a stare male, non c’ho capito più niente. È stata una disgrazia”

E quando il giornalista lo incalza, “Ma perché ha detto subito tutta la verità?”, lui risponde:

“Ho avuto paura della reazione della mia compagna Barbara Franchi e ho scelto di mentire. Mi dispiace. Ero terrorizzato. Mi dispiace di avere raccontato un’altra storia, mi dispiace per quello che ho raccontato in questi quattro giorni”.

Anche la moglie tuttavia sembra convinta della sua assoluta buonafede. Dopo la confessione in Procura lo ha abbracciato: “Ha capito che ho sbagliato”.

Teme conseguenze?
“Non ho nulla da temere, me l’hanno detto anche in Procura quando sono stato ascoltato. Mi hanno detto che in galera non ci vado. Ripeto, è stato un incidente assurdo. Inizialmente non sapevo che cosa sarebbe potuto accadere”.

Ma non pensa che, se avesse detto subito la verità, i soccorsi sarebbero stati più celeri e la bimba si sarebbe potuta salvare?
“È quello che dice anche la gente, ma non è così. I medici hanno detto che non ci sarebbe stato niente da fare. Quel giorno ho chiamato subito mia moglie e quando lei è tornata a casa siamo andati di corsa al distretto sanitario di Pescasseroli. Questa è la verità”.