Peste suina africana cos’è, come si trasmette e i sintomi. Tutto quello che sappiamo sul virus

di Redazione Blitz
Pubblicato il 14 Gennaio 2022 15:43 | Ultimo aggiornamento: 14 Gennaio 2022 15:43
Peste suina africana sintomi. Tutto quello che sappiamo sul virus

Peste suina africana cos’è, come si trasmette e i sintomi. Tutto quello che sappiamo sul virus

E’ allarme in Italia per la peste suina africana. Il contagioso virus, che colpisce suini e cinghiali, è stato riscontrato tra Piemonte e Liguria. Non è pericoloso per l’uomo, ma crea ingenti danni agli allevamenti e all’economia. Per frenarne la diffusione i ministri Patuanelli e Speranza hanno firmato un’ordinanza che vieta in 114 comuni interessati la caccia. Divieti anche per raccolta dei funghi e tartufi, pesca, trekking e tutto ciò che concerne passeggiate nei boschi.

Cos’è la peste suina africana

La peste suina africana (PSA) è una malattia virale, altamente contagiosa e spesso letale, che colpisce suini e cinghiali. Non è trasmissibile agli esseri umani. La malattia si diffonde direttamente per contatto tra animali infetti oppure attraverso la puntura di vettori (zecche). La trasmissione indiretta si verifica attraverso attrezzature e indumenti contaminati oppure con la somministrazione ai maiali di scarti di cucina contaminati o lo smaltimento di rifiuti alimentari, specie se contenenti carni suine, in modo non corretto.

I sintomi

I sintomi principali negli animali colpiti sono: febbre, perdita di appetito, debolezza del treno posteriore con conseguente andatura incerta, difficoltà respiratorie e secrezione oculo-nasale, costipazione, aborti spontanei, emorragie interne ed emorragie evidenti su orecchie e fianchi. Il virus circola associato ad alcuni tipi di cellule del sangue, causando la sintomatologia che conduce inevitabilmente al decesso dell’animale, spesso in tempi rapidissimi.

Gli animali che superano la malattia possono restare portatori del virus per circa un anno, giocando dunque un ruolo fondamentale per la persistenza del virus nelle aree endemiche e per la sua trasmissione. Il virus è dotato di una buona resistenza in ambiente esterno e può rimanere vitale anche fino a cento giorni sopravvivendo all’interno dei salumi per alcuni mesi o resistendo alle alte temperature. Nel sangue prelevato è rilevabile fino a 18 mesi.