Pezzopane, fidanzato tronista Simone Coccia denunciato per tentata estorsione

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 luglio 2015 13:16 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2015 13:36
Pezzopane, fidanzato tronista Simone Coccia denunciato per tentata estorsione

Pezzopane, fidanzato tronista Simone Coccia denunciato per tentata estorsione

ROMA – Indagando sui presunti ricatti ai danni dell’ex sindaco dell’Aquila Stefania Pezzopane e dell’ex presidente della regione Abruzzo Gianni Chiodi, gli inquirenti si sono imbattuti in un altro presunto tentativo di estorsione per la quale è scattata la denuncia nei confronti di Simone Coccia Colaiuta, l’ex spogliarellista e tronista attuale compagno della stessa Pezzopane.

Si tratta di un filone d’inchiesta affluente di quello principale. Simone Coccia, in accordo con il suo agente Ivan Giampietro, titolare della Venus Entertainment, avrebbe provato a estorcere 20mila euro ad Alessandro Maiorano, altrimenti noto per aver rivelato presunte malefatte di Matteo Renzi sindaco di Firenze. Il sito Linkiesta ha pubblicato i dettagli del presunto progetto criminoso allestito dall’agente consigliere dell’ex tronista e fidanzato della Pezzopane.

Il tutto origina da una disputa privata fra Maiorano e Coccia finita su Facebook con coda giudiziaria a colpi di denunce. Un brano significativo delle intercettazioni mostra il grado di apprezzamento da parte di Coccia per l’intraprendenza del suo agente: “Se tu ti vuoi inculà tutto il mondo lo fai tranquillamente ad occhi chiusi”.

Infatti dopo l’arrivo della denuncia di Maiorano Ivan (Giampietro ndr) spiega all’amico che «loro potrebbero sfruttare questa cosa denunciando a loro volta Maiorano per violazione della legge sulla privacy e per danno d’immagine». Simone Coccia gli dice di averlo già denunciato ma Ivan gli suggerisce di agire anche sul danno d’immagine. «Perché lui scrive “al tuo agente”», dice Ivan nella telefonata, «al tuo manager e ufficialmente tu puoi querelarlo a seguito di questa cosa, cioè che hai perso un lavoro. “Dovevo essere testimonial del sito della mia agenzia, dovevo percepì 20mila euro e adesso m’hanno….a causa di questa segnalazione non lo posso fare più”». (Alessandro Da Rold, Linkiesta).

Se fossero provate le accuse ci troveremmo di fronte, in pratica, a un complotto preventivo fra agente e assistito per estorcere danaro a un terzo soggetto tramite un contratto di lavoro fasullo. Se fosse vero, la circostanza getterebbe un’ombra sulla credibilità di Coccia che nel filone principale dell’inchiesta abruzzese sui ricatti figura come presunta vittima.

Come rileva Gianfranco Marrocchi, uno degli indagati, intervistato da Linkiesta, “la Digos di L’Aquila ha scoperto un tentativo di truffa, ordito ai danni di un signore che non conosco, da parte di un agente di spettacolo e del suo assistito, molto ma molto vicino alla senatrice Pezzopane. Ma di questo non ne ha parlato nessun mezzo di informazione”.