Pezzopane, indagato Marrocchi si difende: “Mai ricattata, diceva ero suo amico”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 23 luglio 2015 13:35 | Ultimo aggiornamento: 23 luglio 2015 13:35
Pezzopane, indagato Marrocchi si difende: "Mai ricattata, diceva ero suo amico"

Stefania Pezzopane e il fidanzato Simone Coccia)

ROMA – Parla e si difende Gianfranco Marrocchi, fotogiornalista, indagato per tentativo di estorsione ai danni di Gianni Chiodi e della senatrice del Pd Stefania Pezzopane con il presunto ricatto a base di video e foto hard falsi. Intervistato dal sito Linkiesta non ci sta a passare per estorsore (insieme ad altri 3 è indagato per tentata estorsione). E rivela come dopo aver interrotto la realizzazione del progettato documentario sull’ex governatore Chiodi, lo stesso politico avesse ritenuto definitivamente chiusa la vicenda. E anche su Pezzopane si toglie qualche sassolino confidando ad Alessandro Da Rold de Linkiesta le sue perplessità.

“Per quanto riguarda la senatrice Pezzopane, vi dico solo che il giorno che ricevetti, come un fulmine a ciel sereno, la comunicazione giudiziaria, la chiamai in viva voce, davanti a due funzionari della Digos. La senatrice, di fronte alle mie rimostranze mi disse – non sapendo di essere ascoltata da altri – che tale comunicazione giudiziaria era senz’altro frutto di un equivoco nato da una conversazione da lei fatta con la sua amica, responsabile della Digos aquilana.

Di più, mi disse che mi reputava un amico, un vero amico che l’aveva solo aiutata in varie circostanze, senza nulla pretendere. Mi avvertì che di questo ne avrebbe informato il magistrato che aveva aperto l’inchiesta, perché così io ne potessi uscire fuori. Di questa conversazione dovrebbe esistere intercettazione telefonica”.

[…] “In alcune intercettazioni la Digos di L’Aquila ha scoperto un tentativo di truffa, ordito ai danni di un signore che non conosco, da parte di un agente di spettacolo e del suo assistito, molto ma molto vicino alla senatrice Pezzopane (Simone Coccia, ndr. Blitz). Ma di questo non ne ha parlato nessun mezzo di informazione, come se tali organi di stampa fossero stati messi sull’attenti da qualcuno molto in alto, capace di condizionarli sia con la sudditanza psicologica sia con altri mezzi”. (Alessandro Da Rold, Linkiesta).