Piacenza, nel 2018 l’encomio solenne alla caserma della vergogna. Ma “sistema” già c’era

di Redazione Blitz
Pubblicato il 24 Luglio 2020 11:50 | Ultimo aggiornamento: 24 Luglio 2020 14:48
Piacenza, nel 2018 l’encomio solenne alla caserma

Piacenza, nel 2018 l’encomio solenne alla caserma della vergogna. Ma il “sistema” esisteva già (foto ANSA)

La stazione di Piacenza, sequestrata dopo l’arresto dei sei carabinieri che la componevano, nel 2018 ricevette un encomio solenne.

Alla festa dei Carabinieri il comandante della Legione Emilia-Romagna premiò i militari della stazione di Piacenza, “per essersi distinti per il ragguardevole impegno operativo ed istituzionale e per i risultati conseguiti soprattutto nell’attività di contrasto al fenomeno dello spaccio di sostanze stupefacenti”.

Nel 2018 il riconoscimento è arrivato a essere inserito nell’annuale cerimonia che riconosce le operazioni più importanti portate avanti in ambito provinciale e regionale.

Tra i premiati anche l’Appuntato Scelto che nel maggio 2017 riuscì a fermare una coppia di rapinatori armati che aveva appena messo a segno un colpo ai danni di una gioielleria sul Corso Vittorio Emanuele a Piacenza.

L’ordinanza eseguita il 22 luglio, parla soprattutto di fatti del 2020, ma spiega anche che tutto il “sistema” andava avanti almeno dall’inizio del 2017. 

Arruolamenti, criteri da cambiare?

Sulla questione degli arruolamenti “non credo ci sia un problema. I carabinieri che incontro mostrano la loro volontà di spendersi per i cittadini. E voglia di essere coerenti con i valori fondamentali dell’Arma e del nostro Paese. L’Arma sta verificando le cose che non hanno funzionato e sulla base di questo saranno presi i provvedimenti e le misure necessarie”.

Lo ha detto il Ministro della Difesa Lorenzo Guerini ai microfoni di Radio 1. A chi gli ha chiesto se, dopo la vicenda dei carabinieri arrestati a Piacenza, fosse necessario in generale rivedere i criteri di arruolamento dei carabinieri.

“Il fatto gravissimo e inaudito avvenuto a Piacenza non intacca minimamente la credibilità, l’autorevolezza e la stima che i Carabinieri meritano”, ha aggiunto Guerini. Sulle responsabilità della linea di comando ha detto: “I fatti accaduti rischiano di infangare il lavoro di tutti i giorni e c’è pieno sostegno all’attività che sta svolgendo la magistratura e ho condiviso con il generale Nistri, Comandante Generale dell’Arma, la scelta di operare un’inchiesta interna per approfondire ciò che è avvenuto e riscontrare le lacune e criticità sul piano del controllo. Non devono esserci spazi di ambiguità e non chiarezza e bisogna fare piena luce su quello che è accaduto”. (fonti ANSA, PIACENZA SERA)