Piacenza, i carabinieri restano in carcere. Il Gip: “Rischio di inquinamento delle prove”

di redazione Blitz
Pubblicato il 30 Luglio 2020 20:45 | Ultimo aggiornamento: 31 Luglio 2020 8:39
Piacenza, i carabinieri restano in carcere. Il Gip: "Rischio di inquinamento delle prove"

Piacenza, i carabinieri restano in carcere. Il Gip: “Rischio di inquinamento delle prove” (Foto Ansa)

Restano in carcere i carabinieri di Piacenza arrestati nell’inchiesta che ha portato anche al sequestro della caserma dell’Arma, primo caso in Italia.

Secondo il Gip anche se si è attenuato il rischio che i carabinieri di Piacenza commettano ulteriori reati, visto che sono stati sospesi, rimane il pericolo di inquinamento probatorio.

L’indagine della Guardia di Finanza è infatti ancora in corso e nuovi sviluppi si attendono nei prossimi giorni.

Tra le ragioni per cui il giudice non ha accolto la richiesta di revoca o sostituzione della misura più restrittiva c’è il fatto che le dichiarazioni rese da chi ha risposto alle domande, negando il proprio ruolo nei gravi reati contestati, divergono in maniera significativa dalla versione data dall’appuntato ritenuto dall’accusa la figura chiave del gruppo.

L’appuntato ha scelto una linea di “collaborazione completa, chiarificatrice, esplicita e senza esitazioni”, per usare le parole di uno dei suoi legali.

La sua compagna, intanto, che per gli inquirenti è stata sua complice, ha ottenuto un’attenuazione della misura cautelare. Rimane agli arresti domiciliari, ma potrà lasciare la casa per vedere i suoi figli e potrà fare smart working.

Nessun ricorso al tribunale del Riesame

Al momento non sembra che da parte delle difese della maggior parte degli indagati ci sia la volontà di presentare ricorso al tribunale del Riesame, una tattica processuale per evitare un cumulo a carico degli assistiti di pronunce giudiziarie negative, seppur in fase di indagine.

Nei prossimi giorni invece si dovrebbe capire qualcosa in più sugli accertamenti tecnici da svolgersi nella caserma sequestrata. Le difese hanno chiesto l’incidente probatorio, così da poter nominare consulenti di parte. (Fonte: Ansa)