Piacenza, Lorenzo Canti picchiò carabiniere: “Ho fatto la cosa giusta”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 16 marzo 2018 10:37 | Ultimo aggiornamento: 16 marzo 2018 10:37
Lettera Lorenzo Canti carabiniere

Piacenza, Lorenzo Canti picchiò carabiniere: “Ho fatto la cosa giusta”

PIACENZA – Ha picchiato il carabiniere a Piacenza ed è stato arrestato per resistenza a pubblico ufficiale, ma Lorenzo Canti dal carcere non è pentito anzi scrive: “Ho fatto la cosa giusta”.

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L’episodio risale al 10 febbraio scorso, quando durante una manifestazione antifascista un gruppo di antagonisti ha accerchiato e picchiato il brigadiere Luca Belvedere, che è stato operato ad una spalla per le ferite riportate. Per l’aggressione Lorenzo Canti, detto Dibi, e Giorgio Battagliola, detto “Brescia”, sono stati arrestati e portati in carcere a Piacenza. Proprio dal carcere, il 23enne di Modena Canti ha inviato una lettera che è stata pubblicata dal sito InfoAut, portale di informazione anarchica e antagonista.

Nella lettera Canti parla di “memorabile giornata di lotta collettiva”, ma non appare nessun segno di pentimento per la violenza dimostrata durante la manifestazione, anzi:

“Abbiamo vinto tutti noi che abbiamo conquistato le piazze a spinta per non permettere i comizi fascisti e l’equiparazione “democratica” dell’antifascismo militante con il fascismo. Noi ora dentro il carcere siamo come ostaggi nella rappresaglia dello stato contro i poveri, in una battaglia persa da Minniti, e che ora si serve dei tribunali per reprimere ciò che era giusto e naturale fare: scendere in strada e lottare.  Il “pugno di ferro” che mi tiene in carcere con la sola accusa di resistenza è solo un pezzo di carta”, prosegue, “e ben più gravi sono le accuse rivolte contro gli altri compagni”.

Il suo unico pensiero è andato al lavoro, che spera di poter conservare quando uscirà dal carcere, e alla sua voglia di libertà per tornare in piazza e continuare a manifestare.