Picchiatori incappucciati, il nuovo trend della camorra

*di Chiara Aranci
Pubblicato il 24 Novembre 2010 5:00 | Ultimo aggiornamento: 23 Novembre 2010 23:13

Incappucciati. La definisce così Gaetano Giacobbo, un ex affiliato ai D’Ausilio, la banda  che negli ultimi mesi sta  seminando terrore nelle zone di Bagnoli, Fuorigrotta e Agnano. Picchiatori, mazzieri, gente violenta, che agisce su precisi mandati criminali e che hanno un compito: picchiare, indimidire, fare danni, impedire denunce e strappare tangenti. Tutto senza fare troppo rumore, spiega il pentito. L’avvento della “ banda degli incappucciati” è descritto negli atti di un processo a carico di quattro presunti estorsori da Gaetano Giacobbo, prima killer e ora collaboratore di giustizia.  “È una strategia con un obiettivo: evitare morti ammazzati, agguati a colpi di arma da fuoco, che fanno scattare inevitabilmente denunce, indagini, blitz e perquisizioni nelle abitazioni dei pregiudicati della zona. Invece, colpire a mani nude o con una mazza da baseball – ha aggiunto l’ex killer – ti consente di fare male senza avere disturbi, incassare tangenti senza troppi rischi”.

L’indagine, ancora in corso, è condotta dal pm anticamorra Michele Del Prete e punta a smontare il sistema criminale costruito da Domenico D’Ausilio, che fino adesso è sempre stato assolto in aula da ogni accusa. Giacobbo ripercorre la sua vita criminosa e spiega passaggi e affiliazioni da un clan all’altro. In carcere avviene la sua consegna al clan D’Ausilio. Tutto il contenuto del fascicolo della Direzione Distrettuale Antimafia, delitti, omicidi, pestaggi e meccanismi utilizzati dal clan per le estorsioni, raccontato da Giacobbo è ora al vaglio degli investigatori, in un processo con quattro imputati (difesi tra gli altri, dai penalisti Riccardo Ferone e Carmine Galloro) colti sul fatto un anno e mezzo fa mentre taglieggiavano un imprenditore edile.

* Scuola Giornalismo Luiss