Piede mozzato, una lista di 4: laziali, tatuati, scomparsi..

di Danilo Meconio
Pubblicato il 14 Agosto 2015 9:04 | Ultimo aggiornamento: 14 Agosto 2015 9:04
Piede mozzato, una lista di 4: laziali, tatuati, scomparsi..

Piede mozzato, una lista di 4: laziali, tatuati, scomparsi..

ROMA – Una lista di 10 persone. Con quattro nomi in particolare al centro dell’attenzione degli investigatori. Va avanti l’indagine del cosiddetto giallo del “piede mozzato”, ovvero del piede amputato trovato qualche giorno fa da un pescatore nel fiume Aniene.

Dieci nomi perché tanti i romani scomparsi negli ultimi due mesi. E quattro in particolare perché, come raccontano per il Messaggero Adelaide Pierucci e Paola Vuolo, di questi si sa che erano tifosi della Lazio o che avevano dei tatuaggi:

Ieri sono stati ascoltati i familiari degli scomparsi e su quattro di loro soprattutto ora sono puntate le indagini. Di alcuni, i familiari hanno raccontato che avevano dei tatuaggi sul piede, ma non ricordano di che tipo, di altri dicono che erano tifosi sfegatati della Lazio e che forse «avevano anche dei tatuaggi», ma non ricordano bene. Di fatto nessuno ha dato indicazioni dettagliate e verranno sottoposti all’esame del Dna; solo dai risultati si potrà sapere se davvero il piede apparteneva a uno dei loro congiunti. Se i risultati dovessero essere negativi gli investigatori allargheranno le ricerche fuori dalla Capitale, verificando i nomi delle persone scomparse anche in Abruzzo, dove nasce l’Aniene.

Gli investigatori cercano un maschio, italiano, età 30-40 anni. Quasi certamente un uomo vicino al mondo degli ultras della Lazio. Lo dicono i tre tatuaggi trovati sull’arto amputato: “Oggi è un bel giorno per morire”, SS Lazio irriducibili della curva Nord e soprattutto un pupazzetto, Mister Einrich, che è stato scelto dal gruppo ultras, ora sciolto, come simbolo.

Perché Mister Einrich sia così importante lo spiega, sempre sul Messaggero, Lorenzo De Cicco:

Nei prossimi giorni alcuni ultrà storici saranno sentiti in Procura. Stringere il cerchio per risalire all’identità del tifoso scomparso però non sarà facile. «Gli Irriducibili, nel loro momento di massima espansione, hanno avuto fino a 4-5mila tesserati», racconta uno storico frequentatore della Nord. E così anche il valore di quel tatuaggio, con l’effigie di Mister Enrich – il pupazzo importato da un vecchio fumetto britannico diventato il simbolo degli hooligan biancocelesti – non aiuta a circoscrivere troppo le ricerche.

«In Curva ci sono gruppi minori che contano 30-40 iscritti, come la Banda Noantri o i Viking, dove per farsi fare un tautuaggio devi essere “autorizzato” dai capi. Hanno tatuatori di fiducia. O passi da loro o non te lo fai», racconta un altro ultrà. «Invece nei primi anni 2000 – prosegue – In Nord se lo sono tatuati in migliaia Mister Enrich. Era diventato un simbolo di lazialità, quasi come l’aquila». E lo è rimasto fino a qualche anno prima che il gruppo si sciogliesse, nel 2010, schiacciato dagli arresti e dalle polemiche. «Insomma, non bisognava far parte del cerchio ristretto dei capi per avere quel tatuaggio sulla pelle. Per questo oggi è difficile capire di chi si tratti. Questo nostro fratello rischia di restare senza volto».

Per gli investigatori, intanto, la pista più probabile è quella dell’omicidio anche se gli elementi, al momento, non consentono ancora di escludere del tutto l’ipotesi incidente. Si sa che l’amputazione è stata fatta probabilmente con una sega: un taglio netto ma non realizzato con un colpo solo. E intanto gli ultras della Lazio, inquieti, si chiedono a chi appartenga quella gamba mozzata.