La piena del Po raggiunge l’Emilia Romagna

Pubblicato il 8 Maggio 2010 15:56 | Ultimo aggiornamento: 8 Maggio 2010 15:56

Dalla fase di attenzione si è passati a quella di pre-allarme: il livello del Po all’idrometro di Boretto, nel reggiano, ha oltrepassato ieri i 5 metri e 70, la misura che coincide con il livello di guardia.

Secondo i dati dei tecnici Aipo, l’Agenzia interregionale per il fiume Po, e di quelli della Protezione civile, il Grande Fiume ha superato Borgoforte, nel mantovano, con un livello di 6,24 metri sullo zero idrometrico e una portata di 5.600 metri cubi al secondo.

Si prevede che il colmo di piena raggiunga l’idrometro di Pontelagoscuro (Ferrara) nella tarda serata di oggi con un livello previsto di 1,50 metri sullo zero idrometrico e una portata che dovrebbe attestarsi intorno ai 5.750 metri cubi al secondo. Tra questa notte e domani – conclude l’ Aipo – la piena raggiungerà i rami del Delta.

L’onda di piena del Po sta infatti proseguendo il suo percorso verso il mare. La criticità c’è anche se “moderata”, come precisa in una nota l’Aipo. Per ora infatti “non si riscontrano pericoli sul piano della sicurezza idraulica”, anche se sono da monitorare le situazioni di strutture poste nei pressi dell’alveo o in aree golenali.

Si tratta della piena “morbida” di primavera. I Comuni rivieraschi hanno dato il via alle procedure che ben conoscono: a Boretto, Guastalla, Brescello, Gualtieri e Luzzara sono stati chiusi gli accessi al Lido e all’area golenale; sbarrate anche le entrate che portano alle piste ciclabili. E poi gli esercizi commerciali che vivono del Po e sul Po: chiusi ed evacuati, in via precauzionale, ristoranti, chioschi, circoli. Riprenderanno l’attività domenica alle 13, quando terminerà la fase d’allerta, a meno che le condizioni meteo non impongano proroghe.

Il gigante per ora scorre a un ritmo regolare. Taglia a metà le barche ferme, sommerge ringhiere, cartelli, come se fosse un quadro in movimento. Il verde dell’acqua s’insinua dentro il verde della pianura. Ma il Grande Fiume può avere una forza devastante: tra le piene più catastrofiche quelle del novembre ’51, dell’ottobre ’68, dell’ottobre del 2000.