Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, chi erano i due poliziotti uccisi a Trieste

di Redazione Blitz
Pubblicato il 4 Ottobre 2019 19:54 | Ultimo aggiornamento: 4 Ottobre 2019 23:07
Pierluigi Rotta e Matteo Demenego, chi erano i due poliziotti uccisi a Trieste

Matteo Demenego (a dx) e Pierluigi Rotta, i due poliziotti uccisi a Trieste

TRIESTE – I due poliziotti morti in una sparatoria oggi pomeriggio, 4 ottobre, nei pressi della Questura di Trieste, erano l’agente scelto Pierluigi Rotta, 34 anni di Napoli e l’agente Matteo Demenego, 31 anni di Velletri. Gli agenti sono stati uccisi da un rapinatore, di nazionalità dominicana, che era stato accompagnato in Questura, assieme al fratello, per un furto di uno scooter. Il rapinatore, con problemi psichici, avrebbe distolto l’attenzione dei poliziotti, sfilato l’arma di ordinanza ad uno dei due e infine esploso a bruciapelo più colpi verso di loro. Entrambi hanno tentato di fuggire ma sono stati fermati.

Erano entrambi celibi ed entrambi con prima assegnazione il Friuli Venezia Giulia. L’agente scelto Matteo Demenego era nato a Roma il 27 settembre 1988. Arruolato il 28 dicembre 2012, aveva frequentato il 186^ corso di formazione presso la scuola allievi agenti di Vibo valentia. L’assegnazione a Trieste il 29 settembre 2013 ed era in servizio presso l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico (UPGSP). Ancor più di casa a Trieste era l’agente Pierluigi Rotta, visto che vi aveva frequentato il 195^ corso di formazione presso la Scuola allievi agenti. Nato a Napoli il 2 maggio 1985, arruolato il primo ottobre 2015, con il papà con un passato nella Polizia, era stato assegnato alla Questura giuliana il primo giugno 2016, anche lui presso l’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico. 

 Trieste, già 5 morti tra le forze dell’ordine nel 2019

 Con i due poliziotti uccisi nella Questura di Trieste sono cinque le vittime tra le forze dell’ordine dall’inizio del 2019. Dal Foggiano al Bergamasco passando per il tragico accoltellamento di un carabiniere a Roma, questi i quattro episodi che hanno scosso l’opinione pubblica: 
– Il 13 aprile scorso un carabiniere di 47 anni, Vincenzo De Gennaro, è stato ucciso sulla piazza principale di Cagnano Varano, un paesino del Foggiano, durante un controllo. Un uomo, la cui vettura era stata fermata a un posto di blocco, ha improvvisamente estratto una pistola e ha sparato verso la pattuglia, uccidendo un militare e ferendone un altro in modo non grave. Poi l’uomo, un pregiudicato di 67 anni, ha tentato la fuga ma i commilitoni lo hanno subito bloccato e lo hanno portato in caserma per interrogarlo. Il maresciallo dell’Arma ucciso era vicecomandante della stazione del paese garganico: è deceduto mentre veniva trasportato in ospedale.
– Il 16 giugno 2019 è morto travolto da un’auto l’appuntato scelto Emanuele Anzini, un carabiniere 41enne di origine abruzzese ma che lavorava da venti anni in provincia di Bergamo. Durante il turno di notte di pattugliamento delle strade bergamasche Anzini è stato travolto e ucciso a un posto di controllo a Terno d’Isola da un automobilista risultato positivo all’alcoltest e arrestato.
– Il 27 luglio a Roma l’uccisione del carabiniere Mario Cerciello Rega, accoltellato a morte dal giovane americano Elder Finnegan Lee nel quartiere residenziale di Prati. 
Oggi, invece, la tragedia ha toccato Trieste.
– I poliziotti uccisi nel corso della sparatoria avvenuta nel pomeriggio all’interno della Questura sono Pierluigi Rotta, agente scelto, 34 anni, originario di Napoli e Matteo De Menego, agente 31enne originario di Velletri (Roma). Un uomo fermato per il furto di uno scooter è riuscito a disarmare un poliziotto e a far fuoco prima di essere a sua volta ferito e arrestato. 

Fsp Polizia: “E’ vera ecatombe”

“Un agente e un agente scelto, giovanissimi, morti, e un altro agente ferito a una mano. E’ devastante il bilancio della tragedia verificatasi oggi a Trieste, dove un uomo, condotto in questura assieme al fratello perché sospettati di aver sottratto uno scooter a una donna a un semaforo, si è impossessato di un’arma ed ha fatto fuoco in Questura”. Lo afferma Valter Mazzetti, segretario generale della Fsp Polizia di Stato.

“E’ un lutto – spiega Mazzetti – che sconvolge l’intera Polizia, ma il nostro dolore, profondissimo, non sarà mai abbastanza a fronte di quello dei familiari dei nostri colleghi Pierluigi e Matteo, e delle rispettive compagne, a cui ci stringiamo con tutta la forza della nostra fratellanza per questi giovani eroi vittime del loro spirito di servizio e del loro fedele svolgimento del dovere. Quella che si verifica fra le Forze di Polizia è una vera e propria ecatombe. Ogni giorno feriti e troppo spesso morti fra le file di Servitori di uno Stato che li da per scontati”. 

Siulp: “Ennesimo sacrificio, c’è impunità”

 “Questo non è il momento delle polemiche, ma non faremo sconti a nessuno perché questo ennesimo sacrificio di eroici servitori dello Stato dimostra che in queste condizioni, considerate le troppe falle che il sistema giustizia presenta garantendo troppe impunità e la non certezza e immediatezza della pena, non si può più lavorare”. Così il segretario del sindacato di polizia Siulp, Felice Romano, sui due poliziotti uccisi a Trieste. “Abbiamo la necessità – spiega Romano – di comprendere se la macchina della giustizia è a garanzia di chi serve lo Stato o di chi lo oltraggia senza nessun rispetto anche per la vita umana.

C’è necessità di rinsaldare tutte le articolazioni dello Stato in un solco unitario a difesa della sicurezza dei cittadini e delle istituzioni democratiche per garantire maggiore certezza della pena ma anche rinnovare lo slancio ideale che anima le migliaia di donne e uomini in uniforme al servizio della collettività. Senza queste prerogative – aggiunge – gli unici ad essere garantiti sono i criminali e i vili assassini come quelli di Trieste. Ai cittadini ed ai poliziotti va dato un segnale di rassicurazione e di incentivazione affinché tutti sappiano che chi non rispetta la legge e la vita umana nel nostro Paese non avrà più sconti”. 

Fonte: ANSA – AGI