Pietro Di Paola, lettera shock: “Voglio che lei provi terrore prima di morire”

di Redazione Blitz
Pubblicato il 17 settembre 2014 8:32 | Ultimo aggiornamento: 17 settembre 2014 9:06
Pietro Di Paola, lettera shock: "Voglio che lei provi terrore prima di morire"

Pietro Di Paola e Alessandra Pelizzi (Foto Facebook)

MILANO – “Io ho già perso l’anima. Voglio che lei provi terrore prima di dire addio a tutto”. Queste le ultime parole di Pietro Di Paola, il giovane che si è lanciato dal balcone con la ex fidanzata il 16 settembre, scritte in una lettera d’addio. Il ragazzo, 20 anni, ha portato con se Alessandra Pelizzi, 19 anni, con cui da poco tempo si era lasciato.

Massimo Pisa su Repubblica riporta le parole scritte in quella lettera shock di 3 pagine lasciata dal giovane:

“Scrivo queste parole non per essere ricordato, soprattutto perché dopo questa sera i ricordi sarebbero tutti negativi credo. Quello che scriverò da qui in poi non ha nulla a che fare con i miei ultimi saluti ma invece servirà a spiegare (non accettare eh) quello che sto x”. Le ultime due parole le cancella. “Ho fatto”. Poche ore dopo Pietro Maxymilian Di Paola, 20 anni, si lancerà dal settimo piano di un palazzo trascinando con sé l’ex fidanzata, la diciannovenne Alessandra Pelizzi, che lo aveva lasciato tre settimane fa”.

La fine della relazione è il movente di questo folle gesto suicida in cui ha portato con sé Alessandra:

“Un odio così forte da essere felice di sacrificare la propria vita per far provare all’altro la vera tristezza”. L’abbandono, la fine della storia, nella mente di Pietro Di Paola è l’innesco per la vendetta. Spietata. Di più: tortura. “Non mi sono lanciato con lei subito ma anzi le ho prima fatto provare il terrore di perdere tutto amici, famiglia e futuro”…”Se la reincontrassi dall’altra parte la odierei ancora? No, il mio sfogo è finito nel momento in cui ho saltato”.

E dopo i saluti ai suoi familiari, lascia un “consiglio”:

“Lascio un piccolo consiglio finale, si lo so che fa impressione, ma pensò sara utile sia alle future vittime che ai forse futuri carnefici, dubitate di quelli che ridono sempre a volte non possono semplicemente fare altrimenti e nel frattempo, perderanno l’anima”.