Pietro Marzotto è morto: trasformò l’azienda tessile di famiglia in una multinazionale

di redazione Blitz
Pubblicato il 26 aprile 2018 20:43 | Ultimo aggiornamento: 26 aprile 2018 20:43
Pietro Marzotto è morto: trasformò l'azienda tessile di famiglia in una multinazionale

Pietro Marzotto è morto: trasformò l’azienda tessile di famiglia in una multinazionale

VENEZIA – Si è spento all’età di 80 anni l’imprenditore Pietro Marzotto. Figlio del conte Gaetano Marzotto, ultimo di sette fratelli, aveva guidato il gruppo tessile di Valdagno per 16 anni e aveva ricoperto anche il ruolo di vicepresidente di Confindustria.

Marzotto è deceduto all’ospedale di Portogruaro (Venezia), dove risiedeva da alcuni anni. Da qualche giorno era stato ricoverato per complicazioni cardiache. Si chiamava Pietro in onore di Badoglio, suo padrino di battesimo ed era entrato nell’azienda di famiglia il primo gennaio 1968, come semplice operaio, per poi portarla a diventare una multinazionale.

A lui si deve l’intuizione di diversificare le attività del gruppo di famiglia, dal tessile alla confezione. Marzotto si era laureato in Giurisprudenza a Milano, svolgendo nello stesso tempo un periodo di apprendistato come semplice operaio negli stabilimenti di Mortara e Valdagno. Nel 1971 è diventato direttore delle attività tessili della famiglia; l’anno dopo amministratore delegato, nel 1980 vicepresidente esecutivo.

Nel 1991, la Marzotto acquisì la tedesca Hugo Boss, alla quale verrà poi dato un ulteriore rilancio nel 2002 quando il gruppo rileva dalla Hdp dei Romiti la maison Valentino, risanandola e quotandola in Borsa separatamente nel 2005, pur mantenendone la maggioranza.

Commosso il ricordo del governatore del Veneto Luca Zaia:

“Salutiamo un uomo dal carattere forte e un imprenditore che per decenni è stato interprete di una realtà produttiva ed economica che ha fatto storia nel Veneto e in Italia. Ho sempre pensato – prosegue – che Marzotto fosse una persona schietta. Sin da giovane, quando decise di entrare in quella fabbrica di cui era proprietaria la sua famiglia, da operaio, da apprendista, quasi a voler toccare con mano le basi sulle quali poggiava uno dei più grandi gruppi tessili italiani. Un modo concreto, il suo, ma anche lungimirante e moderno, di affrontare il lavoro e l’impresa, che lo ha portato a essere per trent’anni alla guida dell’industria di Valdagno, fino a trasformarla in una multinazionale”.

Lo stesso atteggiamento, per Zaia,

“che lo ha indotto solo pochi anni fa a intraprendere una nuova avventura nel settore dell’alimentazione, cedendo la sua partecipazione nella storica azienda di famiglia”.

Se ne va un veneto autentico, che ha amato questa terra e che qui ha voluto vivere fino alla fine – conclude il presidente – Alla sua famiglia giungano le mie personali condoglianze e quelle dell’intera Regione del Veneto”.

L’imprenditore lascia quattro figli: Marina, Umberto e Italia, avuti dalla prima moglie e Pier Leone. In prime nozze, Pietro Marzotto aveva sposato Stefania Searle, in seconde nozze la veneziana di famiglia nobile Mariolina Doria de Zuliani. Fra i due matrimoni, dalla relazione con Titti Ogniben, era nato il figlio Pier Leone, infine all’età di 71 anni era convolato a nozze con Anna Maria Agosto.