Pietro Sarchiè, ucciso e bruciato a San Severino Marche. Quattro indagati

di Redazione Blitz
Pubblicato il 9 Luglio 2014 17:12 | Ultimo aggiornamento: 9 Luglio 2014 17:12
Pietro Sarchiè (foto Chi l'ha visto)

Pietro Sarchiè (foto Chi l’ha visto)

MACERATA – Lo hanno ucciso e poi l’hanno bruciato: è la storia di Pietro Sarchiè commerciante di pesce di San Benedetto del Tronto ucciso a colpi di pistola a San Severino Marche, in provincia di Macerata. Era scomparso il 18 giugno, l’hanno ritrovato carbonizzato a San Severino Marche.

Quattro gli indagati per l’omicidio – tutti originari di Catania – ma solo di due si conosce l’identità: Giuseppe Farina, 40 anni, di Catania e Santo Seminara, marito della titolare di una delle due ditte edili che condividono un capannone a Castelraimondo.

Farina, ufficialmente, risulta titolare di una ditta edile, ma in realtà vende il pesce, con un bancone a Pioraco, nella zona dove Sarchiè aveva la sua clientela.

Nel capannone i carabinieri hanno trovato parti del furgone della vittima e anche diverse tracce di sangue. Altri pezzi del furgone sono stati ritrovati all’esterno del capannone.

Sugli altri due indagati, marito e moglie, il silenzio è assoluto.

Si sa soltanto che nella loro abitazione, in una stufa, è stata rinvenuta un’altra parte metallica di un furgone, probabilmente proprio quello di Sarchiè.

“E’ finito tutto — ripete disperata la figlia Jennifer che in questi giorni, supportata dal fratello Yuri e dalla madre, si è dannata l’anima alla ricerca del genitore —. Perché gli hanno fatto questo? Chi l’ha ucciso deve pagare. Ora non ci resta che la speranza di vedere in faccia chi ha commesso una simile atrocità. Devono prenderle in fretta queste bestie”.